Kodaclips: recensione di Glances

L’album d’esordio dei Kodaclips è una produzione che mescola sapientemente shoegaze, post-rock e suoni anni ’90.

Kodaclips

Glances

(Overdub Recordings)

alternative, shoegaze, post-rock

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I Kodaclips sono una band molto recente i cui membri provengono dai background più disparati, ma che in questo progetto sono riusciti a creare un sapiente quanto particolare mix. Glances è il loro album d’esordio, otto tracce in cui shoegaze e post-rock si fondono con i suoni tipici degli anni ‘90.

I brani di quest’opera prima sono tenuti insieme da un comune denominatore: l’emotività. Un’emotività che si respira nell’intimità dei temi trattati, che spaziano dalla depressione, all’apatia e all’inquietudine. Che traspare dalla cripticità delle liriche originate con la tecnica del cut-up. Che ritorna costante nei suoni, in bilico tra dream-pop e post-rock, perfettamente inquadrati nel contesto shoegaze, eppure sempre pronti a prendere derive progressive, pop o alternative.

Un’atmosfera eterea che di colpo si spezza, che con una chitarra e un giro di basso (spesso in perfetta armonia, quasi a sembrare un solo elemento) diventa rock, esplorando dimensioni più terrestri. E in cui anche la voce, allo stesso livello della musica, acquista il valore uno strumento, facendo quasi passare in secondo piano testo e parole, che perdono di intensità a causa degli effetti e del riverbero nel quale sembrano affogare.

 

Glances è un ottimo punto di partenza. Le sonorità sono centrate e hanno un’identità personale, pur essendo un miscuglio di ingredienti già sul menu da un po’.

La bravura dei Kodaclips è evidente e ha fatto sì che il risultato finale fosse nel complesso molto interessante (specialmente in pezzi come Not my Sound e Longinus), diretto e asciutto grazie anche a una quasi totale assenza di post-produzione.

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Simona Fusetta
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