JayWalk: Walk It Hard!

JayWalk, Walk It Hard!: recensione del debutto glam/hard rock dalla Polonia. Dopo 12 anni esce l'album di Redkiewicz, tra riff classici e influenze anni '80.

JayWalk

Walk It Hard!

(Metallic Blue Records)

hard rock, glam rock


In Polonia quel glam rock che ha fatto a spallate con il metal negli anni ’80 e ’90 in tutto il mondo pare non sia stato mai molto seguito, ma i JayWalk fondati da Marcin Redkiewicz sono riusciti ad emergere con questo primo lavoro, Walk It Hard!, un album mescolato all’hard rock che presenta 10 brani a tutto volume incalzati da classici riffoni.

Il nome scelto dalla band è un gioco di parole che significa grosso modo “attraversare dove non si deve”, venuto in mente a  Redkiewicz quando lavorava in Inghilterra all’inizio di questo secondo decennio, cominciando a scrivere canzoni sulla sua seicorde. Tornato a Breslavia, il chitarrista ha messo in piedi una band accompagnato da una donna al microfono. Ma non essendo convinto di avere una voce femminile, ha faticato non poco a trovare un singer adeguato alle sue canzoni. Solo una volta conosciuto Lukasz Krol la band ha preso forma, stiamo parlando del 2013 quando questi ragazzi andavano a suonare nei locali cover di Poison, Steelheart, Winger, Firehouse e quanto era stato portato al successo dalla scena glam rock che ben conosciamo.

In Polonia il loro genere musicale non ha molti appassionati, persino meno dell’Italia, così oggi a fatica esce questo primo album solo dopo 12 anni, un periodo davvero troppo lungo per una band che non ha fatto altro che registrare un Ep e suonare diversi concerti in modesti locali davanti a poche persone. Immaginate la frustrazione di essere al posto sbagliato nel momento in cui un certo hard/glam rock riaffiorava con i Crazy Lixx, Crashdiet, Reckless Love e altre band scandinave.

Il disco raccoglie le tracce remasterizzate e qualche brano scritto negli ultimi anni, mescolando diverse influenze derivate dai gusti di Marcin, dai Kiss, agli AC DC, Bon Jovi, gli stessi Crazy Lixx senza rimandare eccessivamente a quegli anni. Canzoni fresche, accattivanti, sebbene non mi convinca molto il timbro vocale di Krol, chiaro, acuto, capace di buone sfumature, apprezzabile il comparto ritmico composto da Piotr Gargala al basso e Tomasz Gargala alle pelli (Make My Nite), bravi a far crescere i brani nei cori in canzoni come Ever Again e This Time I Mean It.

La tecnica di Redkiewicz è molto buona, capace di realizzare gradevoli melodie (Fast Lane Ride), arpeggi (Where’s This Love), riff degni di nota (Knocked Out by Your Love) e variazioni sul country su Tuff Luck e il blues di Sweet n’ Pretty, dove si evidenzia la necessità di una seconda chitarra a sostegno del lungo riff. Due punti a sfavore li porrei su Tell Me che richiama cose già sentite e risentite, sulle cui strofe Krol non rende giustizia ad un buon pezzo, e Booze Me Up che come brano di chiusura sembra un mediocre riempitivo. Bravi, ma pigri, spero siano incoraggiati a continuare su questa strada.

Social: jaywalk.born.2010

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