Effenberg: Elefanti per Cena

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Effenberg

Elefanti per Cena

(A Buzz Supreme)

canzone d’autore

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Effenberg- Elefanti per CenaStefano Pomponi è un cantautore lucchese che ha scelto di chiamarsi artisticamente come il famoso giocatore della Fiorentina Stefan Effenberg, che era solito frequentare d’estate lo stesso stabilimento balneare. Elefanti per Cena è il suo disco di debutto ma il cantautore toscano aveva già prodotto un album precedentemente, Piazza Affari Chiude in Calo, dotato di venature elettroniche che non ha mai dato alle stampe perché poco convinto del lavoro concepito.

In questa ripartenza Effenberg riflette le influenze cantautorali dei vari Brondi, Colapesce, Sinigallia, provando ad esprimersi attraverso dialoghi sentimentali in monologhi da trentenne che porta a spasso storie della sua esistenza. Il disco non è proprio solare, nonostante diverse melodie vivaci, perché si orienta verso i cipigli scettici, mesti, disillusi della vita, ma del resto di che cantare oggi?

A Effenberg importano molto i legami, le persone, i ricordi, quel che resta oggi di una generazione che ha perso di vista il futuro, ma al tempo stesso qua e là non mancano atteggiamenti d’apertura grazie alle piccole cose che succedono nel quotidiano, in grado di stupire ed aiutare a ripartire. Attraverso le canzoni di Elefanti per Cena si respira Toscana, come nella conclusiva Firenze Mare scritta sull’autostrada mentre scivolano via le ultime note struggenti come titoli di coda di un racconto emozionale.

Un album di 9 canzoni, generate da una matrice acustica con sfaccettature rock-folk, che nel complesso risulta omogeo. La brillante Le Vigne di Bergamo, un modo di dire di sua madre per spiegare come Stefano sembri essere venuto al mondo da un posto che ancora non esiste, trovo sia la canzone migliore del disco, ballatona rinogaetanesca graffiante che fotografa con un fiume di parole un susseguirsi di persone, luoghi e vicende di un cantautore che “tutto sommato non so ancora cosa sono diventato”.

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