Duranoia: Sinceri Equivocati

I pavesi Duranoia ci propongono 12 brani indie rock non esattamente innovativi, ma è il primo passo da maturare nella loro carriera musicale

Duranoia

Sinceri Equivocati

(Cd, Afterlife Music Dimension)

indie rock

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Duranoia- Sinceri EquivocatiA quattro anni dalla loro nascita e dopo alcuni cambi di line-up i Duranoia, band del pavese, presentano il loro album di debutto, Sinceri Equivocati, dopo l’Ep recensito in queste pagine, offrendo all’ascolto un indie rock senza tanti orpelli, costituito da dodice tracce che traggono ispirazione da band come Tre Allegri Ragazzi Morti e Verdena non rimanendone inscritti, insinuando uno stile personale.

I brani sembrano concedere una patina omogenea all’atmosfera struggente dell’album, predominata da distorsioni e ritrosi arpeggi senza introdurre sonorità particolarmente curate nei brani più veementi. Si avverte istantaneamente che si tratta di una registrazione non impeccabile sfavorita da budget e risorse limitate, penalizzando batteria e basso che risultano piuttosto ovattati e un cantato sommesso che non si adatta brillantemente al contesto, con evidenti limiti vocali del singer.

Anche la metrica in alcuni passaggi non pare proprio il fiore all’occhiello, dimostrato dai testi scritti come a riempire lo spazio (“ed io cercavo soluzioni per mi sono rassegnato ora all’opinione che questa situazione è compromessa”). Di questo disco ci sono però da apprezzare le aperture melodiche, le esplosioni elettriche della chitarra e un muro sonoro gradevolmente indie come in Cane, il migliore tra i brani tirati.

Certo alcune canzoni impetuose come Reset, Metempsicosi e Buoni Propositi paiono abbastanza scolastiche e mi hanno impressionato piuttosto le tracce più delicate e sognanti, come Chance e K-Pax, quest’ultima amabilmente elaborata nell’intera composizione che riesce ad emozionare: è da qui che la band dovrebbe ripartire, mettendo da parte le sfuriate elettriche che risultano moleste e poco stimolanti suonate senza approfondimento, salvo ricorrere a soluzioni soniche ammirevoli come sentite nell’opener. Anche la strumentale Post-Stop indica la strada da seguire, in termini di cura del suono e architetture musicali di effetto.

In definitiva, la prima prova dei Duranoia è positiva perché denota una certa personalità stilistica, ma il gruppo deve lavorare molto su tecnica e creatività, le idee compositive intraviste possono portare a buoni risultati se sviluppate con persistenza nel tempo. La prima metà del disco non dispiace affatto, sarebbe stato tutto di guadagnato se solo si fosse fatto un maggiore sforzo per una qualità migliore della registrazione e lavorato maggiormente su un paio di pezzi irruenti, tant’è che tra le band  esordienti ascoltate quest’anno li trovo tra i più interessanti dopo i Neodea.


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Luca Paisiello
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