dEUS
Following Sea
(Cd, Play It Again Sam)
indie rock
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C’eravamo abituati a un lasso di almeno quattro anni tra un disco e l’altro dei dEUS, e invece…
E invece ecco Following Sea, che arriva a “solo” un anno da Keep You Close, là dove invece c’eravamo abituati a periodi assai più lunghi d’assenza dalle scene dei dEUS.
Loro dichiarano che avevano delle canzoni pronte o quasi e che non volevano lasciarle a prendere polvere, col rischio che passassero di moda (o di sound). Il sospetto, invece, è che si tratti di materiale di scarto di Keep You Close e che sia stato tirato fuori in fretta e furia per prolungare il tour che con successo sta portando i dEUS in tutto il mondo, ribadendo – se mai ce ne fosse bisogno – quanto la band di Barman sia (stata) fondamentale per la costruzione di buona parte del sound dell’indie rock di maggior successo proveniente d’oltremanica.
Sia come sia, Following Sea scorre via che è un piacere. Cantato prevalentemente in inglese, non disdegnando il francese, inondando di synth l’incipit Quatre Mains, riprendendo qua e là il sound di Worst Case Scenario (senza mai sfiorarne la genialità), fra ballatone piene di pathos (Hidden Wounds, Nothing) e testi sbarazzini (Fire Up The Google Beast Algorithm), sarà anche un album passato dal congelatore direttamente al micro-onde, ma funziona bene dall’inizio alla fine.
S’ascolta con piacere, questo Following Sea, e siamo anche sicuri che per come è arrangiato ben si presterà a incendiare gli infuocati live-set dei dEUS, attesi per il 3 luglio a Marina di Ravenna e il 5 luglio a Roma, al Parco di San Sebastiano.
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