Caelestis: Nel Suo Perduto Nimbo

La one man band Caelestis alle prese con il terzo album: Nel Suo Perduto Nimbo viaggia tra suggestioni black metal e ambient, intense e mai banali

Caelestis

Nel Suo Perduto Nimbo

(Cd, Autoproduzione)

black metal, industrial

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Caelestis- Nel Suo Perduto NimboNel Suo Perduto Nimbo tinge di nero pece le melodie atmosferiche e dolci già proprie della one man band Caelestis.

L’album è il terzo full length per Caelestis, alla cui produzione si aggiunge anche un EP. L’insieme che si crea qui, nelle geometrie caotiche dei sette brani proposti, è particolare e inaspettato. I suoni tesi, rarefatti, si fanno spesso dolci ma anche minacciosi, alimentati dal sussurro maligno della voce che, inquietante, sembra attraversare l’atmosfera come uno spettro dispettoso.

L’apertura stringata con Pioggia del Cuore crea un ambiente molto elettrico ed effettato con suoni tesi ma molto dolci e melodici, mentre la voce, aggressiva e distorta si inserisce in sottofondo sull’atmosfera quasi ovattata. Nel contrasto tra il cantato lento, metallico e spettrale e la dolcezza della melodia, a tratti quasi eterea, si innesca la tesa dialettica che anima l’album nel suo insieme, tensione non solo di contrapposizione ma anche di reciproco arricchimento.

Toni neri e sempre sull’orlo di precipitare verso il caos Ai Confini Del Cielo, lungo brano che prende l’avvio da distorsioni che somigliano a una serie di esplosioni secche e che poi scivolano in un insieme dark e concitatissimo. Altrettanto cupo ma più drammatico e sommesso Spettri Metropolitani.

Corre Il Fulmine Dagli Occhi ronza come uno sciame di vespe e taglia come vetro, figura cangiante e senza pace di un caleidoscopio: inizia quasi come un videogioco e poi lascia spazio a tastiere liquide e rarefatte che diventano poi tristi e distorte. La voce eterea di Vera Clinco si inserisce nella malinconia di Dove La Luce, che diventa poi veloce e folle, la catena di montaggio di una fabbrica impazzita lanciata nel tentativo di superare se stessa.

Turchese E Amaranto è un bel pezzo dalle venature dark che emerge dall’acqua con una chitarra nera e distorta. I versi sono sussurrati in strati sovrapposti e a un piano allegro si avvicenda un pezzo sinfonico. Tutto e niente è fuori posto, poi a chiudere L’Ha Chiamato Orizzonte che vive di eccessi ma come misurati, saldamente sotto controllo. Drammatico e buffo, veloce e lento, robotico e alieno.

E’ possibile ascoltare l’album anche sul sito di Caelestis. Interessante e curato l’artwork.


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Miranda Saccaro
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