Acid Brains: Maybe

Maybe arriva dritto come un pugno, colpisce, esalta, assalta, tiene vivo uno "spirito rock" che per fortuna ci sono band come gli Acid Brains a tenere vivo e vegeto

Acid Brains

Maybe

(Cd, Red Cat Records)

post-grunge, stoner

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recensione acid brains maybeChitarre, sudore, polvere, energia allo stato puro. E’ l’universo sonoro dei lucchesi Acid Brains, che tornano con la quarta fatica sulla lunga distanza, Maybe, dopo vari cambi di line-up e una sostanziosa attività live sviluppata in tre lustri.

E questo Maybe sembra proprio (ben) confezionato per rendere al meglio proprio sul palco. Con i Nirvana di Bleech ben piantati nel cuore e con la consapevolezza di come un po’ tutta la musica “dura” s’è evoluta nel tempo, e soprattutto declinata anche in Italia, derive stoner comprese, gli Acid Brains hanno realizzato un album non privo di difetti, ma suonato con l’anima bella in mostra.

Non tutte le parti vocali sono perfettamente azzeccate, alcuni passaggi ricordano da vicino i Verdena, a volte il cantato è troppo a-la Kurt Cobain: chissenefrega! Maybe arriva dritto come un pugno, colpisce, esalta, assalta, tiene vivo uno “spirito rock” che per fortuna ci sono band come gli Acid Brains a tenere vivo e vegeto. Ben (ri)trovati Acid Brains. La vostra è musica come non si fa quasi più. Il resto sono solo chiacchiere.


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Massimo Garofalo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock.
Parola d'ordine: curiosità.
Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)

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