A Place To Bury Stranger: Onwards The Wall

A Place To Bury Stranger torna a farsi sentire con questo EP Onwards The Wall. Un quarto d’ora di nuova musica, a tre anni di distanza da secondo album Exploding Head. Il vecchio seme malato del post-punk germoglia ancora una volta in cinque brani rumorosi e travolgenti

A Place To Bury Stranger

Onwards The Wall

(Ep, Dead Oceans)

noise rock, post-punk, wave, shoegaze

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A Place To Bury Stranger- Onwards The WallA Place To Bury Stranger, progetto noise-rock di Oliver Ackermann, torna a farsi sentire con questo EP Onwards The Wall. Un quarto d’ora di nuova musica, a tre anni di distanza da secondo album Exploding Head (e durante quel tour li avevamo intervistati nella giornata più drammatica della loro serie di concerti).

Il vecchio seme malato del post-punk germoglia ancora una volta in cinque brani rumorosi e travolgenti, sebbene più regolari e vagamente melodici del solito, come dimostra la title-track, addolcita, in superficie, dalle vocals glaciali di Kimya Dawson.

La proposta degli A Place To Bury Stranger è per altro ben codificata e standardizzata. Non sorprende perciò più di tanto l’andamento selvaggio e metallico di I Lost You o So Far Away, guidate, con piglio dittatoriale, dalla batteria posseduta di Jay Space, che libera la sfrigolante ed eccessiva distorsione chitarristica, in tutto il suo potenziale rumoristico.

La band con Onwards The Wall non apporta nessuna novità al proprio sound, limitandosi a confermare quanto già è noto delle proprie caratteristiche. Il senso di quest’uscita va quandi ricercato forse nella volontà di sedare l’appetito dei propri fan, nell’attesa di un prodotto di più ampio respiro.

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Alekos Capelli
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