15 minutes of shame
Scrambled eggs
(Autoproduzione)
rock, punk
___________________
Il titolo che i 15 minutes of shame, quattro ragazzi poco più che ventenni, hanno scelto per il loro debut album non potrebbe essere più azzeccato: come le uova strapazzate (Scrambled eggs), partono da pochi e semplici ingredienti di base per dargli forma diversa, riuscendo sempre a comporre un piatto (pardon, un pezzo) della tradizione, una specie di classico che non passa mai di moda.
E questo lavoro in studio, che segue una demo autoprodotta e una serie di concerti che li hanno portati ad aprire per Nobraino, Marta sui tubi e Le luci della centrale elettrica, vuole essere un disco fresco, volto alla ricerca di un suono multiforme, mai uguale a se stesso. Ed ecco infatti il rock uscire preponderante da Nature reawakens in spring, il punk rivisitato concretizzarsi in Crazy fight of corianders e Scrambled eggs e lo ska scanzonato scandire il tempo in 15 minutes of shame o Michael. Il trait d’union di questi generi e la caratteristica della band è un tocco vintage, che sporca un po’ i suoni e la voce, dando al tutto un tocco più personale.
I 15 minutes of shame sono giovani e mancano – ovviamente – di esperienza e forse di un po’ di mordente, ma di certo hanno ben chiaro sia da dove vengono, sia dove vogliono andare. Il ché, di questi tempi, non è male come punto di partenza.
Gli ultimi articoli di Simona Fusetta
- Puro Veneno: recensione di Non è mai troppo tardi - September 3rd, 2026
- Marco Fracasia: recensione di 4321 Hz - August 31st, 2026
- Wormstew: recensione di Last Days of Loma - July 2nd, 2026
- Narcadian: recensione di Ognuno di voi è un mio nemico - June 30th, 2026
- Cecilia: recensione di Edelweiss Eulogy - May 29th, 2026
