Patrick Wolf: The Bachelor

Folk ed elettronica…chi ha detto che non c’entrano niente l’uno con l’altra?

Patrick Wolf

The Bachelor

(Cd, Bloody Chamber Music)

folk, indie, elettronica

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patrick_wolf-the_bachelorPatrick Wolf è un giovane inglese a cui non manca di certo l’iniziativa. Prima di tutto, ha dato vita ad una sua etichetta; poi, ha proposto ai fans di diventarne azionisti investendo la modica cifra di 10 sterline. Un’abile mossa di marketing che gli permette di finanziarsi attraverso contributi provenienti dal Regno Unito e dal resto del mondo, offrendo in cambio sconti, inviti per eventi ed ovviamente una copia omaggio della nuova uscita.

Non pago, questo prolifico artista stava per lanciare sul mercato un doppio album. Resosi conto del rischio di ingolfare il mercato e gli ascoltatori, Patrick Wolf ha deciso di pubblicare separatamente i due cd. Quello che vede le stampe a giugno è The Bachelor, un disco che racconta un periodo tormentato della sua vita, fatto di lotte interiori, depressione e solitudine. L’altro, intitolato The Conqueror, che uscirà il prossimo anno, rappresenta la rinascita, la luce in fondo al tunnel, l’amore e la felicità.

Quindi, le 14 tracce di questo album sono quelle più cupe ed intimiste, nelle quali emergono sia gli aspetti folk che quelli elettronici di questo artista, già presenti nei suoi tre precedenti album. I primi pezzi sono più easy-listening, dal sapore squisitamente anni ‘80; poi, le tastiere lasciano spazio ad una sorta di piano da saloon nel pezzo che da il titolo all’album, caratterizzato da un ritmo western-dark che cambia l’idea che l’ascoltatore poteva essersi fatto fino a quel momento. Con Damaris entriamo nel mondo più folk di questo artista, di chiara ispirazione celtica. Brani in cui violino e tin whistle ci riportano a saghe epiche ambientate su fredde e ventose scogliere del nord Europa.

Da Count of Casuality in poi è tutto un susseguirsi di questi due generi: ora il folk lascia posto ai suoni più ‘acidi’ delle tastiere; ora la tastiere si inchinano alla grandezza dell’organo, fino alla virata rock grezza di Battle…mai nome fu più appropriato.

Patrick Wolf è tornato con un album dallo stile inconfondibile, in cui riesce a mixare a regola d’arte due generi che hanno da sempre fortemente influenzato la sua produzione. La maestria sta proprio nel dosare nel modo giusto un po’ dell’uno e un po’ dell’altro, fino a farli fondere senza snaturarli. Penso di poter dire, a ragione, che saranno in diversi ad investire quelle 10 sterline…

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Simona Fusetta
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