Nadié: Questo Giorno il Prossimo Anno

I Nadié, da Catania, hanno un'anima divisa in due: tradizione cantautorale italiana ripassata a fuoco lento sotto la lente dello slo-core americano da una parte, dall'altra il più collaudato indie rock tricolore. Il risultato? A volte sorprende, comunque convince

Nadié

Questo Giorno il Prossimo Anno

(Cd, Autoproduzione)

rock d’autore

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nadie-questo-giorno-il-prossimo-annoDieci anni di attività, un Ep e un Cd “lungo” all’attivo, questo Questo Giorno il Prossimo Anno. In realtà i Nadié in questi dieci anni hanno suonatot antisimo dal vivo, in lungo e in largo per tutta la penisola, spesso aprendo per band blasonate del panorama indie e mainstream tricolore.

Ad ogni modo, hanno un’anima divisa in due, questi ragazzi catanesi. Un amore smisurato per certo rock slo-core americano a-la Karate, di cui il titolo dell’album è la citazione di un brano, e certi romanticismi alla Black Heart Procession. A quest’aspetto s’accompagna un cantato dal timbro efficace e molto personale, nonché l’amore per la scrittura dei testi, che rendono il tutto più figlio della tradizione cantautorale italiana, lasciando le influenze americane sullo sfondo.

L’altra anima è più rock, più collaudata e più paludata: prende spunto da approdi sicuri come gli immancabili Afterhours e Baustelle e da un po’ tutto il rock (più o meno) indie di casa nostra.

A canzoni che strizzano l’occhio al produttore major in (eventuale) ascolto, s’alternano così vere e proprie perle, Franti e Roman Polanski su tutte.

Un disco quindi che a volte fa gridare al miracolo e a volte “solo” soddisfa per la maturità rock di una band che – comunque – riesce a personalizzare cifre stilistiche altrimenti tipiche di altri gruppi.

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Massimo Garofalo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock.
Parola d'ordine: curiosità.
Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)

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