Migraine
Un’abitudine
alternative rock, stoner, grunge
Questi tre ragazzi arrivano da Brindisi e propongono con Un’Abitudine il loro disco di debutto che guarda al grunge stoner anni 90, in concorso come opera prima al prossimo Premio Tenco. Tre anni fa i Migraine pubblicarono un omonimo EP con 7 tracce in lingua inglese, oggi invece si dedicano completamente alla lingua italiana.
Le tracce sono in tutto 10, la prima, Aria n° 8, è un breve strumentale robusto che anticipa la title track, un brano con un riff cadenzato e un ritornello incisivo e semplice, contornato da un affondo di assolo stoner che attende il finale con il consueto ritornello.
Mi piace molto come si comporta la chitarra nelle strofe di Andromeda, trasmette buone vibrazioni mentre basso e batteria seguono selvaggiamento il pezzo, ritmi duri su un testo di una lotta interiore che si sta combattendo. Su Era possiamo dire che la band non si limita a fare il solito lavoro strofa ritornello e giù di pennate, qui producono cambi di tempo, pause, ritmi spezzati che arrivano benevoli ai condotti uditivi.
The Height of Summer è uno sporco strumentale psichedelico di due minuti, poi scende soffice la malinconica Marlboro che ha momenti di scarichi distorti. Linda è un brano che vuole celebrare la propria identità senza scendere a finti accomodamenti, prima del turbolento post-hardcore e stoner Indagini. Tatooine gira su un riff blues acido, mentre Gocce chiude un disco contro la routine del pensare e dell’agire.
Un’abitudine è un album che riserva buoni propositi per questa band: basso, chitarra e batteria cercano un sound vigoroso e passionale, non amano le sequenze canoniche e il suono è sporco, autorevole e richiama tra tutti i Queen of Stone Age e i nostrani Bud Spencer Blues Explosion. Peccato per i testi, non ermetici ma in gran parte semplici, che fanno praticamente da contorno ai componimenti musicali, il che non vuol dire siano banali, ma uno sforzo in più nel prossimo disco consentirebbe un salto di qualità.
Facebook: Migrainebandoff
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