Marco Tonincelli: recensione di Tuirse

Tuirse è l’esordio solista di Marco Tonincelli: otto brani nati in seguito a dieci anni trascorsi tra Italia e Inghilterra, attraversati da distacco, identità sospese e nostalgia.

Marco Tonincelli

Tuirse

folk acustico, dark-electro


Tuirse segna l’esordio solista di Marco Tonincelli, un lavoro che nasce come una lunga sedimentazione emotiva: dieci anni di vita tra Italia e Inghilterra trasformati in otto brani che esplorano il peso del distacco, la fatica dell’identità in transito, la nostalgia come ferita e come bussola.

Il titolo, tratto dal gaelico irlandese, indica una forma profonda di stanchezza interiore: non solo affaticamento, ma un logorìo dell’anima che diventa materia sonora. Tonincelli lo traduce in un paesaggio musicale dove chitarre acustiche ed elettriche, pianoforte, field recordings e dark electronica convivono in un equilibrio fragile, sempre sul punto di spezzarsi o di rinascere.

Registrato ai nuovi 6th Floor Recording Studios di Brescia, il disco segna anche il ritorno della collaborazione con Marco Tagliola, storico produttore e sound engineer che ha accompagnato Tonincelli fin dagli esordi e che qui ne amplifica la dimensione più intima e crepuscolare.

Il debutto solista non è semplicemente un nuovo inizio, ma la naturale prosecuzione di una storia cominciata nei primi anni 2000 con i Joujoux d’antan. Dopo l’EP Nel Mio Armadio (2005), la band viene notata su MySpace da Sean Lennon, che li invita ad aprire il suo Friendly Fire World Tour. È un salto improvviso: Parigi, Londra, palchi prestigiosi prima ancora di aver lasciato la provincia bresciana.

Nel 2009 arriva il primo LP, Mi Voglio Bene Come Un Figlio (Kandinsky Records), registrato da Tagliola e arricchito da collaborazioni di rilievo: Sean Lennon, Yuka Honda, Dougie Bowne, Nicola Manzan, Giorgia Poli, Sara Mazo. Il disco ottiene ottime recensioni e porta la band in tour per oltre un anno.

Nel 2010 Tonincelli si trasferisce in Inghilterra: scrive poesie, un romanzo mai pubblicato, e molte delle canzoni che emergeranno solo anni dopo. Il ritorno in Italia nel 2022 riaccende la scintilla con gli amici di sempre: i Joujoux d’antan si riformano e lavorano a Drifters, EP in inglese in uscita nella primavera 2025.

Parallelamente, Tonincelli sente la necessità di un’opera più personale, ed è così che nasce Tuirse.

In The Hay Halls è il primo singolo estratto dall’album, e trasuda pioggia battente, inalatori ospedalieri, claustrofobia emotiva. Un brano che respira a fatica, come chi cerca aria in un momento di smarrimento totale.

The Weigh House, con la sua apertura alla Spoon River, racconta di anime pesate su una bilancia pubblica che affrontano le proprie ipocrisie. Un’introduzione che mette subito in scena la fragilità umana.

Caretaker è il momento più diretto e rock. Una metafora della crisi socio‑politica internazionale, dove il “custode” non riesce più a proteggere ciò che dovrebbe, mentre Unsolder, che chiude l’album, segna il distacco come condizione permanente, il non sentirsi mai a casa. Una lumaca che avanza lenta verso l’altrove: fragile, ma ostinata.

In Tuirse, Marco Tonincelli riesce a far confluire tutte le sue diverse anime e a dar loro una forma, dagli studi classici al flamenco fino alle esplosioni punk, noise e metal dell’adolescenza.

Un album da ascoltare con attenzione e senza fretta alcuna per poterne apprezzare ogni sfumatura.

Gli ultimi articoli di Federica Baglioni

Condivi sui social network:
Federica Baglioni
Federica Baglioni
Articoli: 13