Marc Ysaye: recensione di Back to Avalon

Per chi ama un certo tipo di rock alla Chris Rea o alla Brian Ferry questo Back To Avalon di Marc Ysaye potrebbe essere un’ottima sorpresa da trovare sotto l’albero di Natale.

Marc Ysaye

Back To Avalon

(Vrec Music Label)

rock

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recensione-marc-ysaye-back-to-avalonPer chi non lo sapesse Marc Ysaye è il batterista, nonché cantante, della prog band belga Machiavel, che l’anno scorso ha deciso di realizzare un disco da solista quale è Back To Avalon. Al tramonto del 2021 questo lavoro, che in madre patria ha avuto un notevole successo, viene distribuito anche in Italia dalla Vrec Music Label e tale scelta non può non definirsi azzeccata.

Nelle nove tracce presenti nell’album la componente melodica è fortissima, così come la voglia di non alzare mai i toni del volume.

Non stiamo parlando di pezzi sussurrati, ma di composizioni delicate che spaziano tra la new wave anni ottanta e un certo rock d’autore che in Gran Bretagna è sempre stato presente (Roxy Music).

Tra gemme arpeggiate come la title track, l’opener The Night Is Done e Sing For Everything non si finisce mai di apprezzare un disco che ad ogni ascolto presenta sempre un qualcosa in più che ne aumenta il valore intrinseco. Intelligente è anche la proposizione di un brano non notissimo degli Eagles, come Bitter Creek, che viene interpretato con somma classe da Marc Ysaye.

 

Non mancano neanche squarci di blues alla Jeff Healey, vedi What I Deserve, che dimostrano come l’artista in questione abbia una visione a trecentosessanta gradi dell’universo musicale.

Per chi ama un certo tipo di rock alla Chris Rea o alla Brian Ferry questo Back To Avalon potrebbe essere un’ottima sorpresa da trovare sotto l’albero di Natale.

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