Loud Apartment: recensione di System Breakdown

Quello dei Loud Apartment è un DJ set caleidoscopico fresco ed energico dalle arie fusion: le otto tracce della release danno vita ad un viaggio inebriante, ricco di sfumature groove vellutate e colori vintage.
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Loud Apartment

System Breakdown

(Nolej Records)

NYC fusion, funk, soul, rock, reggae, dub, hip hop, disco funk, afro-beat

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https://youtu.be/A9nGW4ru1Os

 

Loud ApartmentA distanza di otto dall’esordio discografico e dopo diversi cambi di line-up, il collettivo newyorkese funky dub Loud Apartment manda alle stampe il secondo album System Breakdown, edito per Nolej Records e prodotto dal deus ex machina Bill Laswell.

Il tema centrale di System Breakdown è il senso di terrificante polarizzazione della nostra epoca, enfatizzato dal flusso emotivo della società contemporanea ed esasperato dallo stravolgimento che la pandemia ha innescato nel quotidiano.

L’aspetto lirico dell’opera sembra quasi invocare un risveglio delle coscienze e la rinascita della forza di aggregazione tra gli esseri umani, sentimento che col tempo è stato messo sempre più in disparte. Colpevolmente.

Dal punto di vista strumentale, quello dei Loud Apartment è un DJ set caleidoscopico fresco ed energico dalle arie fusion: le otto tracce della release danno vita ad un viaggio inebriante, ricco di sfumature groove vellutate e colori vintage, con suoni che affondano le proprie radici sonore nelle pulsazioni e negli ipnotici bassi della dub afro-beat giamaicana, nelle vecchie corde del raggae e nei languidi campionamenti funky soul della Motown.

La parabola sonica di System Breakdown prosegue il suo percorso onirico attraverso gli affreschi magici e avvolgenti della sezione fiati e la mutant disco di fine anni Settanta, spaziando tra fumose atmosfere club, luci notturne, profumi che arrivano da varie parti del mondo e gli scratching della controcultura graffiti-hip hop dei ghetti afroamericani di New York.

La poetica di Nevaris e Bill Laswell (autori di tutti i testi, eccezion fatta per No Justification, brano scritto con la collaborazione del sassofonista Peter Apfelbaum) fa leva proprio sull’attivismo critico, politico e sociale, che ha come obiettivo quello di mettere in evidenza l’implosione della democrazia capitalista, come fallimento di ogni servizio essenziale ed esistenziale a tutela della comunità, dalla safety al sistema sanitario.

Ed è così che arriva la rivoluzione. Quando il sistema si spezza. Ce lo insegna la storia: quando il popolo, da ogni angolo della città, dice basta. Quando “enough is enough”.

Sito ufficiale

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Andrea Musumeci
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