Lisa Gerrard & Jules Maxwell: la recensione di Burn

Con Burn Lisa Gerrard & Jules Maxwell (Dead Can Dance) sembrano volersi riconciliare col mondo (ri)abbracciarne e (ri)celebrarne la bellezza con un senso di stupore che arriva tale e quale nelle loro composizioni.

Lisa Gerrard & Jules Maxwell

Burn

(Atlantic Curve)

world music, experimental

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Lisa-Gerrard-Jules-Maxwell-recensione-BurnLisa Gerrard (la metà dei Dead Can Dance, oltre che protagonista di altre indimenticabili collaborazioni) e Jules Maxwell hanno iniziato a collaborare a stretto contatto nel 2015, periodo in cui sono nate le canzoni di questo Burn.

Jules Maxwell è da tantissimi anni il tastierista proprio dei Dead Can Dance e i due ben presto ci hanno preso gusto ad improvvisare composizioni fra un concerto e l’altro, lasciando al congelatore la manciata di canzoni finite in quest’album per realizzare l’album con Le Mystère des Voix Bulgares, dello scorso anno.

Con la produzione di James Chapman (aka MAPS), Burn in poco più di una mezzoretta mette in scena una sorta di inno alla gioia, una celebrazione della necessità di riconnessione degli essere umani, anche e soprattutto fisica, esperienza che ci è stata prepotentemente portata via dalla pandemia in atto.

L’album è stata portato a termine a distanza: Lisa Gerrard ha prima registrato le sue parti vocali in Australia e poi Jules Maxwell (irlandese ma di stanza in Francia) ha aggiunto le parti strumentali (praticamente tutte realizzate in elettronica), dando poi tutto in pasto a MAPS, e il tutto partendo dai provini registrati 6 anni fa.

Il risultato sono 7 brani non così distanti dalle sonorità e dalle atmosfere dei DCD pre-Anastasis, con la Gerrard in grandissimo spolvero (Orion su tutte) e Maxwell che si spoglia delle parti più lugubri della band di origine, a vantaggio di suoni e atmosfere ora decisamente gioiose, ora semplicemente epiche, comunque sempre moderatamente maestose.

Con Burn Gerrard & Maxwell sembrano volersi riconciliare col mondo (ri)abbracciarne e (ri)celebrarne la bellezza con un senso di stupore che arriva tale e quale nelle loro composizioni musicali e riesce a coinvolgere anche l’ascoltatore, donandogli un senso di beatitudine e profonda soddisfazione.

Ma anche consapevolezza che con la pandemia alcune cose nel nostro io profondo sono cambiate e forse lo saranno per sempre (Keson).

Insomma, mission compiuta: Burn è un gran bel disco e l’augurio è che Lisa Gerrard & Jules Maxwell possano continuare a collaborare insieme presto.

Lisa Gerrard

Jules Maxwell

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Massimo Garofalo
Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock. Parola d'ordine: curiosità. Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)
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