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La Tanière d’Amélie: recensione disco omonimo

Luca Paisiello 2 agosto 2017 Recensioni Cd
La Tanière d’Amélie

La Tanière d’Amélie

La Tanière d’Amélie

(GR musica)

pop

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La Tanière d’Amélie recensioneArriva in redazione ad un anno dalla pubblicazione l’album di esordio di questa band di Arezzo, La Tanière d’Amélie, che propone un disco omonimo di poco più di una mezzoretta composto da 9 canzoni completamente in italiano. Un disco pop che strizza talvolta l’occhio anche ad altri stili musicali inseriti per creare sfumature dilettevoli, e l’evidente richiamo al cinema francese di Jean-Pierre Jeunet nei pezzi che andiamo ad ascoltare.

Nel covo (tanière) troviamo al microfono Benedetta Giovagnini, sorella minore di Valentina, scomparsa prematuramente nel 2009 in un incidente stradale, che fu protagonista di un Sanremo Giovani nel 2002 quando arrivò alle spalle di Anna Tatangelo. Benedetta ha seguito le orme della sorella, dotata di una gradevole voce e di una capacità compositiva al piano che le ha permesso di insegnare canto e di scrivere i suoi primi brani. Ha partecipato a The Voice, ha pubblicato un Ep e insieme ad Andrea Boldi e Riccardo Lanzi ha deciso di ripartire con una band.

 

L’abum racconta di sentimenti struggenti (E Rifacciamo Tutto Qui), contrarietà (Odio), emozioni (Liberi): canzoni semplici in equilibrio tra leggerezza ariosa e dinamicità pop rock (Raccogli) prodotte sulla falsariga della tradizionale canzone all’italiana, riprendendo situazioni già esplorate ma che rimangono amabili da sentire. Difficile rimanere spiazzati da interventi sperimentali, il disco rimane in linea fin dal primo pezzo, Le Jeux Sont Fait, che apre il lavoro della band di Arezzo e che non si perde nell’elettronica ma si bilancia tra tastiere e chitarra.

Al disco hanno collaborato Luca Baldini e Ciro Fiorucci, musicisti che accompagnano Paolo Benvegnù, Marco Fanciullini (Il Cile, Andrea Chimenti), Roberto Grigiotti (Francesca Michelin e Bianca Atzei), Filomena Di Curzio (Renato Zero) ed altri professionisti della musica. Molto intensa è Un Buco Nell’Anima, pezzo che chiude questo disco in occasione della ristampa pervenuta a RockShock. Arrangiamenti ben curati, voce equilibrata, qualche solo di chitarra apprezzabile, il prossimo gradino sarà riuscire ad immergere l’ascoltatore nella magia e nella stravaganza facendolo sentire proprio come la cara Amelie.



 

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