Joseph Bruno: recensione di Joseph

L’esordio da solista di Joseph Bruno, un album tra new wave e pop rock pregno di energia positiva nato dalle sue esperienze di vita.

Joseph Bruno

Joseph

(Some Music Records, 2022)

pop rock, new wave

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joseph-bruno-recensioneJoseph Bruno è un musicista che ha militato in diverse realtà musicali minori e che si appresta ora a debuttare con questo album da solista, approfittando dei diversi lockdown e dell’impossibilità di programmare live e collaborazioni in studio a causa del Covid.

Anticipato dall’uscita del singolo Fly, brano pacato e sognante che si rifà alla pratica buddista Mahayana sulla legge mistica di causa ed effetto, questo disco raccoglie 10 canzoni dell’artista di origini campane.

A partire dalla prima traccia dalle tinte pop rock, The Time Has Come, l’ascolto ci porta ad un sound solare e dalle tematiche positive, dal cambiamento necessario come obiettivo per migliorare la propria vita, a In A Lifetime o Live Your Life, omaggi alla forza curativa della musica e alla bellezza della vita, da percorrere consapevoli delle ombre e delle luci che la contraddistinguono.

Ci sono sguardi sul passato, quelli di Father dedicata al suo genitore scomparso qualche anno fa che ha saputo trasmettere dei sani principi, e quelli cantati in Beyond This Way, ma sempre con l’idea di prendere da essi gli insegnamenti che ci aiutano a forgiare carattere e personalità.

Joseph Bruno ha un occhio anche a quelle realtà ancora impregnate di pregiudizi (Don’t Be Afraid, Air To Breath), e il suo disco è piuttosto intimo e ottimista.

Le sue influenze derivano da Police, i primi U2, i New Order, Alan Parsons e molti altri del periodo di quella prima ondata di new wave anglossassone, che si ritrovano calate nelle dieci tracce dell’album.

Arrangiato, mixato e masterizzato da Christian Botti (anche alle prese con synth, pad, cori e batteria), Joseph si avvale della collaborazione di Pietro Lorenzotti (al basso su Beyond this way), Giovanni Trotta (batteria su Live your life) e, ai cori, Arianna Cirillo e Caterina Fucciolo.

35 minuti posati nella fiducia di una ripresa della vita migliore, con l’invito a voltare pagina facendo tesoro del buono che possiamo ricavare da quanto abbiamo vissuto fin qui, con sonorità piuttosto serene e piacevoli, sebbene con pochi sprazzi ruggenti come la prima traccia e i crescendo in un paio di canzoni.

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