Harrison Gordon
Bliss
(Hopeless Record)
punk, emo, indie rock
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Dopo un bell’esordio datato 2023, gli Harrison Gordon (l’uomo e la band dietro questo progetto) cercano una riconferma con il loro secondo full-length, Bliss, un album imperfetto, autentico e immediato che consolida la posizione della formazione dell’Illinois nella scalata all’Olimpo della musica punk contemporanea.
Bliss è un concentrato di pezzi punk/indie rock che incarnano perfettamente gli stilemi di genere: breve durata, incedere incalzante, propensione a far arrivare l’energia più che la perfezione dell’esecuzione. Così, l’urgenza della loro scrittura si tramuta in qualcosa di estremamente vivido ed emotivamente tangibile. La rabbia, la frustrazione e l’ansia che caratterizzano più di una generazione si trasformano in un rito collettivo, un’esperienza comune che insieme può essere esorcizzata.
Tra tracce di denuncia sociale (Not Working! Not Working!) e discorsi allo specchio che riflettono spirali di insuccesso (Weirdo), la musica caotica e frenetica del gruppo lascia spazio anche a momenti di più ampio respiro, come la splendida Scab. Il talento del quartetto arriva in tutta la sua immediatezza e vulnerabilità, proprio come le caratteristiche essenziali dei due generi – il punk e l’emo – che hanno saputo fondere in modo unico.
Si può dire che gli Harrison Gordon abbiano centrato l’obiettivo decidendo di dare a Bliss la forma che aveva più senso per loro e non per il mercato discografico. Perché quando ascolti qualcosa di genuino e di onesto fino al midollo te ne accorgi subito e tutto il resto diventa un semplice corollario. E puntando proprio su questo, il musicista e la sua band hanno messo una solida ipoteca sul loro successo. Anche mettendo a nudo tutto ciò che fa più male.
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