Fiori: recensione di Distinti Saluti

Secondo album dei torinesi Fiori: post-punk, hardcore, alternative rock e una cover di Lucio Dalla.

Fiori

Distinti Saluti

alternative rock, post-punk


I torinesi Fiori si erano già affacciati nel 2019 sul mercato indipendente con il loro primo album L’Eleganza, ma militando anche in altri progetti musicali hanno rimandato la stesura del nuovo disco, che giunge ora con il titolo Distinti Saluti. 8 nuovi brani in lingua italiana aggrappati all’alt-rock e con una forte matrice post-punk e hardcore, che raccontano “un mondo che può renderci vittime o carnefici”, consigliandoci di guardare il nostro prossimo negli occhi.

Questo trio di musicisti arriva da diverse collaborazioni e realtà ben conosciute: Luca Pisu è il bassista dei Fratelli di Soledad, storica band ska piemontese molto attiva nella seconda metà degli anni 90 che, tra scioglimenti e reunion, tuttora continua a fasi alterne a salire sul palco. Giuseppe Azzariti è stato il batterista dei bravissimi Titor insieme al chitarrista Sandro Serra, quest’ultimo ha collaborato anche con Alberto Fortis.

Il contenuto di questo album è teso ad ammonire quanti giacciono inerti a quanto sta accadendo attorno a loro, quelli che non prendono posizione, impigriti da una società sempre più passiva. Pensa è la traccia di apertura che invita a ragionare con la propria testa, maturando una visione critica delle cose e senza farci influenzare dai fascismi, dal potere, dall’odio, immaginando quanto è triste un mondo se non ci fossero i colori e gli odori.

Comprami le cose è una tagliente finestra sul consumismo, dove appena si rompe una cosa corriamo a comprarla, o addirittura restiamo ad aspettarla dai corrieri ordinata da qualche portale web. Internet, con la sua pseudo rivoluzione digitale, i finti punk e i fuffa guru sono al centro di Corpi a Sangue Freddo, uno dei brani più forti dell’album.

A metà disco i Fiori reinterpretano Lucio Dalla in Meri Luis, una gran bella rivisitazione ruvida e distorta che sicuramente avrebbe fatto piacere allo scomparso cantautore bolognese. Almeno, a me è davvero piaciuta tanto. Molto meno la drammatica Canone Inverso, ma poi si immergono nell’acida Caino e Abele prima del tuffo nel breve hardcore della title track e lo strumentale finale di Occhi, “un divertissement dalle sonorità elettroniche”.

I tre musicisti in questo album non risparmiano le energie, suonano come dei ragazzini al loro esordio, i testi sono brevi e diretti, le sonorità traballano incazzate tra alt rock e post punk. Niente assoloni, ma bei riff corposi e pur apprezzando di più il precedente L’Eleganza, questo secondo disco conferma i Fiori come una band che si diverte, fa rock e ha qualcosa di serio da dire.

Sito web: www.fioriband.com

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Luca Paisiello
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