Fratelli Di Soledad: Salviamo Il Salvabile atto II

I Fratelli di Soledad con Salviamo Il Salvabile atto II riportano lo sfolgorio della buona musica, la capacità della semplicità che con ospiti, ricordi e brani senza tempo riempie un angolo di vita di tutti noi

Fratelli Di Soledad

Salviamo Il Salvabile atto II

(Frank Family Records)

ska

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Fratelli Di Soledad- Salviamo Il Salvabile atto IIÈ un rivivere emozioni e sudori quello che i Fratelli di Soledad mettono in circolo con Salviamo Il Salvabile atto II, disco e figlio legittimo di quel primo capitolo “girato” vent’anni fa, undici brani rivisti e preferiti dalla band e che fanno “festa mobile” non appena addentano l’ascolto, non appena agganciano l’aria d’intorno.

Lavoro zeppo fino all’orlo di canzoni e personaggi, interpreti originali, rivisitazioni, ritmi, suoni, atmosfere e colori in una baldoria tremenda e strette di cuore nel risentire parole e musiche che o bene e male hanno rigato la nostra vita, il nostro passato a corto o perso negli anni più in la.

Prodotto da Max Casacci e Rudy Di Monte, il disco è una centrifuga sonica che sicuramente “disseterà” l’estate a venire, una scalmana di frenesie a momenti profondi di pensiero che si alleano per un bisogno di emozionare e spingere i motori dell’ottimismo, tracce e “rigurgiti” di belle cose che si danno il cambio tra qualità e quantità; ci sarebbe da parlarne tanto da riempire quattro pagine, e descrivere i colori che chiazzettano l’ascolto di questo bel lavoro dei FDS non è sempre facile, ma sintonizzarsi su questa tracklist è quasi una esperienza familiare, un “rincontrare” immagini e stimoli che fanno parte di noi e che quasi quasi ne siamo “gelosi”.

Andando a random qua e la, tutto è rivoltato come una manica, c’è Gino Santercole con una versione ska-punk della celentaniana Svalutation, i Litfiba di Versante Est rimestati in salsa 2 Tone da Victor Mc degli LN Ripley, Stranamore di Roberto Vecchioni colorata da ballata murder, l’Albertone nazionale che sogna ancora dall’alto della sua colonna sonora indimenticabile O Rugido Do Leao del maestro Piero Piccioni, il punk che vernicia d’energia Cimici e Bromuro di Sergio Caputo o – per concentrare il tutto – lo stupendo inedito di Piero Ciampi Ho le tasche sfonde tirato in rock steady; c’è né per tutti i gusti, un lavoro discografico che torna – a modo suo – sulle barricate dei grandi ascolti, e questo avviene in una fase di rincoglionimento della musica globale in cui un bel bagno rigenerante di semplicità e classe è proprio quello che ci voleva!

Welcome Brothers!!!!

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Max Sannella
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