Elisa Erin Bonomo: recensione di Sinusoide

Il secondo album della cantautrice veneta Elisa Erin Bonomo è un concept che esprime la sua dualità e racchiude l’unicità della sua espressione artistica.

Elisa Erin Bonomo

Sinusoide

(Dischi Soviet Studio/Believe)

rock, world music, canzone d’autore

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recensione-sinusoideElisa Erin Bonomo è una cantautrice e chitarrista veneziana che ha diviso la sua vita artistica tra la militanza in una band (La Cantina dei Bardi) e la carriera solista. Il suo disco d’esordio, interamente finanziato tramite crowfunding, ottiene ottimi consensi da parte di critica e pubblico. Così, sul finire del 2021 esce il suo secondo lavoro, Sinusoide, realizzato con le stesse modalità.

Sinusoide è un concept album, mezzo amato da Erin per esprimere la propria complessità. Una complessità che ha la forma di un tao, due parti di un tutto che si compenetrano pur essendo diverse. Non sapendo scegliere quale direzione dare a questa nuova release, sospesa tra pezzi acustici e altri dark, di ispirazione ’80 o body percussion, Erin ha scelto di non scegliere e di far coesistere questi due aspetti della sua anima dividendo idealmente in due la tracklist.

Così, la prima parte è più rock, risente di varie influenze targate anni ’80 e di venature dark, mentre la seconda mette in luce tutta la sua indole cantautorale, immergendosi nell’ambito della world music con accenti folk, il tutto con un occhio alla contemporaneità che non disdegna qualche cenno elettronico.

 

Sinusoide è un album maturo nel quale la fragilità è vista come un punto di forza. Le liriche, disincantate e pungenti, esprimono con coraggio il bello e la potenza di stare al mondo in maniera diversa. Per non essere necessariamente allineati nemmeno con se stessi.

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