Deftones
Private Music
(Warner)
alternative, metal
Private Music segna il ritorno dei Deftones con il loro decimo album in studio, un lavoro che consolida la posizione della band californiana come una delle formazioni più influenti del metal alternativo contemporaneo. Pubblicato nell’agosto 2025, questo nuovo disco rappresenta un equilibrio perfetto tra la maturità artistica acquisita in quasi quarant’anni di carriera e la capacità di rimanere rilevanti per le nuove generazioni.
I Deftones hanno scelto di tornare a collaborare con Nick Raskulinecz, produttore che aveva già lavorato sui celebrati Diamond Eyes (2010) e Koi No Yokan (2012). Questa decisione si rivela vincente: Private Music presenta una produzione impeccabile, dove ogni elemento trova il suo spazio perfetto nel mix. Il suono è potente quando necessario, come nella travolgente Infinite Source, ma sa anche farsi intimo e avvolgente nei momenti più riflessivi.
La scelta di Raskulinecz sottolinea la volontà della band di esplorare nuovamente territori sonori più accessibili senza perdere la propria identità.
Con i suoi 42 minuti distribuiti su 11 brani, Private Music si presenta come un album coeso e mai dispersivo. L’apertura affidata a My mind is a mountain stabilisce immediatamente il mood: la batteria di Abe Cunningham esplode in pattern complessi mentre la chitarra di Stephen Carpenter crea muri sonori densi e avvolgenti.
Chino Moreno si conferma in stato di grazia, alternando la sua caratteristica voce angelica ai passaggi più gutturali senza mai sembrare invecchiato (ma lo sapevamo già, dato quanto aveva mostrato dal vivo al Primavera Sound 2024). Brani come Locked club e Milk of Madonna mostrano la band al massimo delle proprie capacità compositive, mentre tracce più introspettive come Departing the body e Souvenir esplorano territori quasi shoegaze.
Private Music presenta una qualità particolare che lo distingue dai lavori precedenti: suona come un ricordo sfocato della band stessa. Non è nostalgia fine a se stessa, ma piuttosto una riflessione matura su ciò che i Deftones rappresentano nel panorama musicale attuale. Il disco sembra esistere in una dimensione temporale sospesa, dove elementi familiari si mescolano a nuove sperimentazioni sonore.
Tracce come Metal dream e cXz richiamano l’atmosfera di Around the Fur, ma filtrata attraverso decenni di evoluzione artistica. È un approccio che potrebbe risultare malinconico, ma che invece genera un fascino magnetico difficile da descrivere.
Un aspetto fondamentale del successo di Private Music è la capacità dei Deftones di conquistare le nuove generazioni. Mentre molte band della loro epoca sono relegate al circuito nostalgia, i Deftones hanno trovato nuova linfa vitale grazie alle piattaforme digitali. Canzoni come Be Quiet and Drive e Change (In the House of Flies) hanno trovato una seconda vita come colonne sonore per contenuti virali, introducendo la band a un pubblico che non era ancora nato quando uscì White Pony.
Inserire Private Music nella discografia dei Deftones significa riconoscere che, pur non raggiungendo le vette rivoluzionarie di Around the Fur (1997) o White Pony (2000), questo album rappresenta probabilmente il loro lavoro più maturo e completo degli ultimi quindici anni.
Rispetto all’immediato predecessore Ohms, Private Music appare più coeso e fluido, con una produzione che valorizza ogni singolo elemento senza mai risultare eccessiva. È un disco che funziona tanto ascoltato ad alto volume quanto in sessioni notturne con le cuffie.
Private Music non è un album rivoluzionario nel senso stretto del termine, ma rappresenta qualcosa di più prezioso: la dimostrazione che i Deftones, a quarant’anni dalla loro formazione, sanno ancora creare musica che colpisce tanto intellettualmente quanto emotivamente.
È un lavoro che conferma la band come una delle realtà più longeve e rispettate del metal alternativo, capace di evolversi senza tradire la propria essenza. Per i fan di lunga data rappresenta un ritorno alle origini filtrato attraverso la saggezza dell’esperienza, mentre per i nuovi ascoltatori costituisce una perfetta porta d’ingresso all’universo sonoro dei Deftones.
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