Chiara Raggi: la recensione di La Natura e la Pazienza

Chiara Raggi ritorna sulle scene musicali con un album che potremmo definire quello della maturità. Un lavoro che dimostra ancora la sua versatilità e la sua grande poesia.
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Chiara Raggi

La Natura e la Pazienza

(Musica di Seta)

pop, jazz, canzone d’autore

 

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recensione_ChiaraRaggi_La_Natura_e_LaPazienza (1)Charles Darwin diceva: “Un uomo che osa sprecare anche solo un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita”. Ed è di vita, amori, amicizia, equilibri e vertigini che parla il nuovo album della cantautrice Chiara Raggi.

Forse non a tante persone questo nome dirà qualcosa, eppure quest’artista parte da una città come Rimini e in breve tempo comincia una scalata nel mondo della musica che si rivelerà molto ricca e proficua e dove sempre in breve tempo dimostrerà con tenacia le sue capacità di cantante, autrice e chitarrista.

La sua carriera inizia molto recentemente, quando vince un premio dedicato alla musica d’autore, il caso vuole che in giuria si trovi Mariella Nava che affascinata e incuriosita dalla bravura della Raggi, le propone immediatamente un contratto con la sua etichetta discografica.

Parrebbe un esordio con la E maiuscola, ma in realtà, Chiara Raggi ha già all’attivo tre album che hanno circolato nei circuiti undergroud e che hanno avuto visibilità grazie ai concerti in piccoli club, soprattutto quelli nicchia. Esibizioni che mostrano al pubblico la sua grande abilità con la chitarra, la sua poetica e la sua capacità di mettere in scena uno spettacolo che rapisce e conquista.

La cantautrice riminese però non si accontenta e decide di tentare la strada anche della tv via cavo e del web, presentando programmi e serie tv dedicati sempre al cantautorato. Anche il mondo della radio comincia ad accorgersi di quest’artista che approda sulle frequenze di Radio Deejay che in una paio di occasioni la ospita e la fa conoscere a livello nazionale.

Nel pieno della pandemia che stiamo vivendo, fa uscire il suo ultimo lavoro: La Natura e la Pazienza.

L’album è composto di nove brani composti, arrangiati e suonati principalmente da lei e solo in alcuni casi si è avvalsa della collaborazione di altre persone che fanno parte del circuito indipendente della musica italiana.

Quello che colpisce, o almeno che ha colpito me, è la sua voce capace di passare dalle noti suadenti e quelle più arrabbiate a dimostrare non solo la sua capacità vocale, ma anche quella interpretativa. Le musiche, invece, colpiscono per la disinvoltura di come possano essere pop, jazz e classiche senza mai essere troppo macchinose e soprattutto distraenti.

I temi delle canzoni, come ho detto precedentemente, parla di vita, di amori, di amicizia, di equilibri e di vertigini. Temi che sono affrontati con leggerezza e con capacità da fare invidia ad artisti più navigati e a volte più blasonati.

L’album è anticipato dal singolo Mosaico corredato anche di un videoclip, ma trova spazio anche un vecchio brano del 2017 Lacrimometro che è uno dei suoi brani più conosciuti e più apprezzati dai suoi estimatori, l’autrice ha voluti rendere omaggio al brano incidendolo in chiave acustica.

In una sua recente intervista, l’autrice ha dichiarato di aver scritto l’album uscendo da una profonda crisi artistica, dimostrando ancora una volta che è quasi sempre dalla sofferenza che si creano grandi brani e grandi album.

Il sito ufficiale

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Michele Larotonda
Michele Larotonda nasce a Potenza nel 1977, ma vive e lavora a Milano. Scopre la sua passione per la scrittura durante i dieci anni trascorsi a suonare in una band in cui ricopre il ruolo di cantante e autore dei testi. Decisivo poi l’incontro con l’associazione culturale Magnolia Italia, grazie alla quale frequenta corsi di scrittura creativa e si avvicina al cinema scrivendo e realizzando cortometraggi che hanno avuto visibilità in alcune rassegne specializzate. Scrive sulla rivista letteraria Inkroci, occupandosi di recensioni musicali, e sul blog letterario Sul Romanzo, dove recensisce libri. Ha pubblicato i libri “Sai Cosa Voglio Dire?” e “Il fascino discreto della Basilicata”. “Il Sognoscuro” è il suo primo romanzo.
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