Crystal Stilts: Alight of Night

Alight of Night è un album straordinariamente carico di impressioni e formule tipiche della new wave e di tutto il filone consequenziale del periodo

Alight of Night è un album straordinariamente carico di impressioni e formule tipiche della new wave e di tutto il filone consequenziale del periodo

Dopo una ridefinizione in termini di glam e dream-pop della loro musica, i Mercury Rev offrono una serata all’insegna della varietà stilistica e dell'esuberanza

Il debutto dei Menrovescio mette luce sull'abilità "architettonica" della band.
Burning the Sun, ovvero il post-rock alla vicentina

I Dresda, da Genova, propongono un tipico post-rock “ambientale”, di classe ma senza però aggiungere molto agli svolgimenti standard del genere

Il primo album (omonimo) dei Rohmer rappresenta un raffinatissimo esemplare di non-tempo cinematografico

Innovativo o meno, Sacrifice and Bliss risulta un ottimo compendio degli stili hard & heavy più inflazionati - dagli anni settanta ad oggi

Seconda brillante prova per i talentuosi Wildbirds & Peacedrums. Con loro ci si ritrova immediatamente dinnanzi ad un mondo fatto di accuratezza e imprevedibilità

The Big Eye. (Il pop, filtrato dalla psiche. O, ancor meglio, dalla psichedelia)

L’album self-titled degli Hush Arbors ci porta nel mondo acid-rock del talento visionario di Keith Wood

L’electro-pop di Next Time, secondo album dei Bodi Bill, si mostra – anche se muovendosi sulla falsariga dei Notwist - straordinariamente inconsistente e stilisticamente moderato.

Le Luci della Centrale Elettrica sono una delle realtà musicali più interessanti degli ultimi tempi. E Vasco Brondi un personaggio schivo e proiettato verso un un universo artistico tutto suo. Che vale davvero la pena di conoscere

Temper, il secondo lavoro di Benoit Pioulard, ci porta in un mondo in cui la gravità non esiste, fra bassa fedeltà e fluttuazioni (in)corporee.
Con Zen Mode gli O! the Joy ci presentano il loro prog fatto di rumorismi, raffinatezze e velleità pop
Per gli increduli, Do5 offre un’ottima possibilità all’apertura del progressive rock, delineando nuove modalità espressive per chi vuole accostarsi diversamente al genere
Una grande band presenta il suo ultimo album. Fra delusioni e applausi, lo spettacolo resta uno straordinario tentativo di superare il semplice ascolto tramite un impatto visivo degno dei più grandi tentativi di “totalizzazione” artistica