You, Nothing: recensione di Lonely//Lovely

You, Nothing: i quattro giovani shoegazers mettono in mostra una freschezza e un impatto emozionale e cromatico decisamente efficace.
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You, Nothing.

Lonely//Lovely

(Floppy Dischi, Non Ti Seguo Re cords, Dotto)

shoegaze, post-punk, dreamwave, electronic wave

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You-Nothing-recensione-Lonely-LovelyLonely//Lovely è l’album d’esordio dei veronesi You, Nothing., in uscita a maggio per Floppy Dischi, Non Ti Seguo Records e Dotto, ed anticipato dall’uscita dei singoli Waves, Reflectie e Gazers.

Fortemente affascinati dalla sensibilità shoegaze (dei cosiddetti fissa-scarpe), resa virale sul finire degli anni ’80 da band come My Bloody Valentine e Jesus And Mary Chain, i quattro giovani shoegazers scaligeri (conterranei di gruppi come Kiowa, Hallelujah! e Kayleth), in questa prima esperienza discografica che mescola elettronica e rock, pur non presentando alcuna innovazione in senso stretto, mettono in mostra freschezza, immediatezza e un carattere identitario dall’intenso impatto emozionale e cromatico.

Gli You, Nothing. (Gioia Podestà alla voce e chitarra, Federico Costanzi alla chitarra e tastiera, Giulia Cinquetti al basso e Nicola Poiana alla batteria e drum machine) riescono a liberare un gusto compositivo marcatamente anglofono, combinando la ricerca estetica di echi psichedelici e il richiamo di certe vibrazioni estive lo-fi, muovendosi dalle acque placide e sfocate del Lago di Garda fino a toccare le varianti eteree, tormentate e dark d’Oltremanica, per poi tuffarsi nel lontano ricordo del surf beach anni ’60.

Le otto tracce in scaletta, enfatizzate dal retrogusto agrodolce e vintage di sfumature ombrose color miele di castagno, affondano mani e ispirazione nell’impasto radicale dell’antica ricetta post-punk e new-wave, rievocando, da un lato, il feedback sonoro dei connazionali Soviet Soviet e dall’altro illuminando il longevo sentiero di realtà seminali quali Slowdive, Siouxsie and The Banshees, DIIV, Beach Fossils e Cranberries.

Lonely//Lovely è un riflesso nel riflesso, che prende le distanze da questa contemporaneità così enigmatica sprigionando il suo bouquet acustico per mezzo di sonorità seducenti, malinconiche, ovattate e inafferrabili: le tessiture melodiche, riverberate e dilatate dell’opera si propagano attraverso pennellate atmosferiche inquiete, umbratili e romantiche, arpeggi e plettrate jingle-jangle, distorsioni oniriche vapor-wave, ritmiche scoppiettanti, linee di basso dritte, gommose, veloci ed incisive e l’infatuazione per quelle amabili tinte luccicanti, argentee, narcolettiche e floreali, quasi smithsiane, di certa new wave albionica.

Gli You, Nothing. entrano in punta di piedi e con leggerezza all’interno di un immaginario fatto di solitudine, introspezione, onde elettrificate, pashmina e umori dreamy addomesticati, in cui ogni elemento si abbandona candidamente alla retromania di quella foschia burrascosa, indolente e nostalgica di rimando alt-rock e post-punk, fluttuando tra rumore e silenzio, tra sogno e realtà, con il rischio di essere risucchiati in quel vortice emotivo che, in tutta la sua giovanile, disinibita, viscerale e variabile purezza, si immola quale manifesto lirico di Lonely//Lovely.

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Andrea Musumeci
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