Yellowcard: recensione di Better Days

Riecco gli Yellowcard con l’aiutino di Travis Barker (Blink 182) per un ritorno al pop punk dei giorni migliori.

Yellowcard

Better Days

(Noise Music)

pop-punk, alternative rock


Una delle band iconiche del pop punk statunitense di inizio secolo, gli Yellowcard, tornano con Better Days, nuovo album composto da 10 brani inediti a 9 anni di distanza dall’omonimo album prima dello scioglimento. Il primo a credere nel rilancio della band è stato Travis Barker, batterista dei Blink 182 che ha prodotto questo lavoro e ha suonato in tutte le tracce del disco.

Non fatevi tradire dall’illustrazione di copertina con la pianola, quello degli Yellowcard è un punk rock mainstream che segna un solido ritorno della band alle sonorità degli anni 2000 senza brutte canzoni. Probabilmente brani come Honestly I, Better Days e Love Letters Lost faranno breccia nei cuori dei fans, senza però diventare dei classici della band. Un peccato che non siano state collocate le tracce del più recente Ep Childhood Eyes, ben apprezzato dagli ascoltatori.

Partiti dalla Florida nel 1997, con il cambio alla chitarra e voce di Ryan Key al terzo album, la band finì per firmare il suo primo contratto con la Capitol Records. Fu il quarto album, Ocean Avenue, a portarli al successo negli Stati Uniti, anche grazie all’innesto di Sean Mackin con il violino. Gli album successivi però furono un flop dietro l’altro, tentando strade sperimentali nel 2014 con Lift a Sail, passando dal milione di copie vendute a poche decine di migliaia.

Nella prima decade del nuovo millennio ci sono stati diversi cambi di formazione e di etichette discografiche, pessima distribuzione, dischi mediocri senza riuscire a ripetere mai il successo di Ocean Avenue, permettendo di partecipare a diversi Festival anche all’estero, cavalcando qualche charts e legando il proprio nome alla storia del pop punk americano.

Lo scioglimento nel 2017 è durato 5 anni, per poi ripercorrere i loro maggiori successi in un tour celebrativo di Ocean e rivedere positività per merito dei buoni contatti con Barker, il chitarrista Nick Long di Machine Gun Kelly (firmatario del brano di apertura Barely Live) e l’acclamato co-writer e producer Andrew Goldstein, co-autore di Take What You Want e Bedroom Posters.

Barker in particolare è stato sempre presente con la band, spronandola a scrivere sempre più pezzi per poi scegliere i migliori. Non ha imposto le canzoni quanto assumere il ruolo di faro-guida a questo lavoro, che vede oltretutto la presenza di un altro Blink, Matt Skiba, il chitarrista arrivato dagli Alkaline Trio a sostituire Tom DeLonge, partecipando al brano Love Letters Lost.

Con tanta carne al fuoco, gli Yellowcard hanno avuto un giusto misto di brani grintosi, melodici, elettrici, City of Angels è predominata da un tappeto elettronico ed è il principale anello debole del disco, mentre un’acustica Big Blue Eyes accompagnata dal violini di Mackin spezza i toni tirati dell’album. You Broke Me Too è la ballad  conclusiva che vede la partecipazione di Avril Lavigne.

Sito web: yellowcardband.com 

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Luca Paisiello
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