The Veldt: Thanks to the Moth and Areanna Rose

The Veldt

Thanks to the Moth and Areanna Rose

(sonaBLAST! Records)

shoegaze, dream-pop, soulgaze

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The Veldt - Thanks to the Moth and Areanna Rose (recensione)Come avrebbero suonato i Cocteau Twins se fossero nati in Nord America? Probabilmente come i The Veldt di Thanks to the Moth and Areanna Rose.

E i The Veldt ne hanno ben donde, dato che al loro EP ha collaborato proprio Robin Guthrie, in combutta con gli A.R. Kane. Anche se… Anche se in realtà i “nostri” sono sustrada dal 1986 (!) e quindi sono dei veri e propri pionieri del genere, e dopo quasi venti anni di stop sono di nuovo in pista nella loro formazione originale, continuando ad annoverare tra le loro influenze anche i Public Enemy (niente paura! ma ascoltando il disco sarà facile capire il perché di questa affermazione).

E quindi? I The Veldt non saranno mica la solita zuppa dream pop / shoegaze?

Non proprio. Nella loro musica entra prepotentemente il soul, tanto da classificarli come soulgaze, ovvero soul + tutto l’armamentario del genere che impazzo in U.K. nei pirmi ’90: effetti, reverberi, dilatazioni (e qualche accelerazione) e voci dreamy. Ma The Veldt per fortuna sanno fare anche altro, prendendo una certa attitudine da Marvin Gaye e non disdegnando qualche ritmica a-la-Wu Tang Caln.

Certo, rileggendo le righe che ho appena scritto… difficile immaginare il risultato.

Per fortuna lo streaming ci viene in auto.

Non vi rimane che dargli una chance. Senza pregiudizi.

 

 

 

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About Massimo Garofalo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messagero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock. Parola d'ordine: curiosità. Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)
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