Thee Silver Mt Zion Memorial Orchestra: Roma, Circolo degli Artisti, 7 aprile 2010, recensione concerto

Il concerto al Circolo degli Artisti di Roma è stato come la partecipazione a una messa laica, in cui gli SMZ hanno giocato con la nostra tensione emotiva. Quanto ai Godspeed You Black Emperor ... c'è una sorpresa in arrivo! Guarda la foto gallery

Thee Silver Mt Zion Memorial Orchestra

Roma, Circolo degli Artisti, 7 aprile 2010

live report

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A due anni di distanza, tornano a Roma i Thee Silver Mt Zion, costola che Efrim (chitarra e voce) e Sophie (violino) staccarono dai Godspeed You Black Emperor, ormai in fase di disgregazione (ma … vedi sotto).

Tanta, tantissima gente presente per una proposta musicale tanto affascinante quanto difficile per orecchie distratte.

Con un nuovo batterista in formazione, gli SMZ (come li abbreviano i fans, dato che la ragione sociale completa cambia quasi ad ogni album, seguendo i cambiamenti di formazione) ci mettono due ore a suonare sette canzoni, seppure intervellate da parecchie chiacchiere.

Ma andiamo per ordine.

L’ascolto degli SMZ, specie dal vivo, è una specie di esperienza mistica, è come la partecipazione a una messa laica in cui la tensione emotiva si carica al tendersi delle corde dei due violini presenti sul palco, che sobbalza al sussultare del contrabbasso ed esplode in cerca di redenzione nel momento in cui Efrim la smette di impreziosire i brani con i certosini arrangiamenti della sua chitarra e si lascia andare a lunghe sfuriate, moltiplicate dall’irruenza del nuovo batterista, che quasi da solo regge tutta la parta ritmica.

Chiamatela post-rock, chiamatela experimental, chiamatela come vi apre, ma questa musica non si lascia così facilmente imbrigliare in nessuna etichetta, tantomeno in forzati minutaggi.

I brani, provenienti quasi tutti dai primi due album, si prendono infatti tutto il tempo di cui hanno bisogno per ipnotizzare il pubblico, per sbatacchiarlo di qua e di là e per, alla fine, lasciarlo tramortito.

A tutta questa “serietà” corrisponde comunque una band molto ironica. Efrim s’è lasciato andare a lunghe parentesi di chiacchiere col pubblico, invitato a fare domande a cui ha dato risposte sempre in bilico tra il serio e il faceto. A parte le solite tirate politiche su Berlusconi e i malcostumi della politica in generale, Efrim ha tenuto a specificare che SMZ non hanno né un Myspace né un gruppo su Facebook, social network che schifano alla grande. Su Facebook addirittura Efrim ha scoperto esserci due falsi col suo nome.

A chi gli ha chiesto qualcosa circa il fatto di essere una specie di side-project dei Godspeed You Black Emperor, Efrim ha risposta in maniera molto secca che è stata una fase importante della sua vita, ma che Thee Silver Mt Zion sono un’altra cosa, che non c’entra nulla con altre band. E se siamo disposti a credergli quanto a indipendenza della sua creatura musicale di oggi rispetto a quella di ieri, non possiamo non sussultare apprendendo che i GYBE sono in aria di reunion, che hanno già in programma un concerto all’All Tomorrow’s Party di dicembre e un’altra decina di date tra Europa e USA. Efrim, sarai anche tu della partita?

Setlist

I Built Myself A Metal Bird (da Kollaps Traditionales)

I Fed My Metal Bird The Wings Of Other Metal Birds (da Kollaps Traditionales)

Black Waters Blowed/Engine Broke Blues (da 13 Songs for Thirteen Moons)

God Bless Our Dead Marines (da Horses in the Sky)

‘Piphany Rambler (da 13 Songs for Thirteen Moons)

1,000,000 Died To Make This Sound (da 13 Songs for Thirteen Moons)

encore

There Is A Light (da Kollaps Traditionales)

http://www.tra-la-la-band.com/

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Massimo Garofalo
Massimo Garofalo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock.
Parola d'ordine: curiosità.
Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)

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