The Ultimate Dreamers: recensione di Echoing Reverie

Direttamente dagli anni '80 tornano dopo un lungo letargo i The Ultimate Dreamers, dal Belgio. Vi spoilero subito che ne è valsa la pena aspettare così tanto per avere un disco così piacevolmente a metà tra il post-punk britannico e l'elettronica belga.

The Ultimate Dreamers

Echoing Reverie

(Spleen+)

coldwave, post-punk, wave

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Direttamente dagli anni ’80 tornano dopo un lungo letargo i The Ultimate Dreamers, dal Belgio. Vi spoilero subito che ne è valsa la pena aspettare così tanto per avere un disco così piacevolmente a metà tra il post-punk britannico e l’elettronica belga.

Echoing Reverie unisce quello che è stato il passato, che rappresenta il presente e che probabilmente sarà il futuro dei The Ultimate Dreamers, piacevolmente in bilico fra melodie pop, attitudine post-punk e tentazione da dancefllor, il tutto condito da testi a dir poco surreali.

Crepuscolari tanto quanto i Minimal Compact o i Cure, pop quanto i New Order, elettronici quanto Anne Clark, con le voci che spesso sembrano provenire da una caverna e con un basso bello pulsante come piace a chi ha superato gli anta: questi sono gli The Ultimate Dreamers del 2023.

E chissà cosa diranno gli AC / DC della funerea cover in salsa minimal wave di Hell’s Bells, che fa capolino a metà della playlist e che arriva subito prima di Midnight, forse la traccia più cold wave dell’album.

Big Violent è… violenta di nome e di fatto, I Loved You? sembra fatta per essere remixata in tutta le salse e diventare un brano riempi-pista, tanto quanto Implant Love You? (ma anche a casa è impossibile rimanere fermi ascoltandola).

Insomma, i The Ultimate Dreamers sono tornati alla grandissima e Echoing Reverie è un album in grado di fare da colonna sonora efficace a diversi stati d’animo.

Sappiamo inoltre che la band girerà la prossima estate per calcare i palchi di diversi festival: spero troppo nel desiderarli anche in Italia?

 

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Massimo Garofalo
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Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock.
Parola d'ordine: curiosità.
Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)

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