The Mills
Cerise
(Overdub Recordings)
brit rock, garage rock, shoegaze punk
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È arrivato Il Tempo Delle Ciliegie (siaresia in dialetto veneto). Le Temps Des Cerises, come direbbe Jean-Baptiste Clément, musicista francese vissuto nel 1800. Una sorta d’invocazione alla primavera, all’amore, alla rinascita e alla rivoluzione.
Cerise è anche il titolo del debut album del trio rock veneto The Mills, edito per Overdub Recordings e anticipato dall’uscita dei singoli Eyes e Panic Toll.
Quello dei The Mills, che potremmo definire i “Supergrass del Vicentino”, è un progetto che vede la luce ad inizio 2019, dalla sinergia musicale tra Morris (chitarra, voce, batteria), Augusto Dalle Aste (basso, contrabbasso) e Giovanni Caruso (chitarra solista). Nel giro di un solo anno solare i The Mills riescono a realizzare ed impacchettare il loro primo lavoro discografico. Di grande qualità, mi sento di aggiungere. Ennesima riprova che la Overdub Recordings non sbaglia un colpo.
Composto da sette tracce caratterizzate da atmosfere decadenti e malinconiche, e da un sound genuino, selvatico, energico ed accattivante, il disco d’esordio dei The Mills mostra una marcata attitudine brit rock e garage punk anni ’90, che parte dalla suggestiva ed incantevole Valle dei Mulini di Mossano fino a planare sugli affollati e chiassosi mercati turistici di Camden Town (titolo dell’ultima traccia del disco). Due luoghi, ognuno con il loro fascino, in cui, per ragioni diverse, è sempre bello passeggiare e potersi perdere, ritrovando, in ogni caso, il proprio percorso musicale attraverso l’infallibile bussola del rock.
Nelle tematiche, Cerise rappresenta un po’ il lasciarsi alle spalle la tenera malinconia autunnale e la dura introspezione invernale per aprirsi a quella leggera euforia primaverile che anticipa l’estate. Una visione che, però, non dimentica l’alienazione dei nostri tempi (Eyes) e che ci viene raccontata con gli occhi di chi ha pagato un prezzo per liberarsi dai propri demoni del passato ed ora è pronto per ripartire (Panic Toll)
Un ritorno, dunque, all’idea dei “vecchi mulini” e con essi l’importanza di non smettere mai di sognare. E così, Cerise scivola via di gusto, piacevolmente: una canzone tira l’altra, proprio come le ciliegie.
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