The Incurables: recensione di Inside Out & Backwards

Da Detroit, i The Incurables hanno piedi e testa ben saldi nel filone punk a-la Ramones e Clash. Inside Out & Backwards è un disco-revival che lascerà soddisfatti gli appassionati di quelle sonorità.

The Incurables

Inside Out & Backwards

(Big Stir Records)

rock

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Una band di Detroit che sembra essere rimasta ferma alla fine degli anni settanta, quando il punk irrompeva con prepotenza all’interno del mondo della musica rock. Questo potrebbe essere, in sintesi, il giudizio che si può dare ad un quartetto come i The Incurables che, all’inizio del 2024, ci propongono un disco pieno di energia e vitalità, pregno di canzoni orecchiabili e di facile impatto.

L’inizio del lavoro, del resto, è abbastanza emblematico, perché una traccia come When I Grow Up sembra essere stata presa in prestito dal repertorio tipico dei Clash.

Stessa cosa si può dire per la successiva Far Away che, in questo caso, pare arrivare direttamente da quella che fu “casa Ramones”.

Insomma, le coordinate sono abbastanza chiare, anche se poi ci sono delle variazioni sul tema, visto che a volte l’occhio o l’orecchio (fate voi) si sposta sulla costa californiana come dimostra la frizzante e, allo stesso tempo, malinconica Someday.

L’album, non avendo momenti di cambio, suona abbastanza standard, perché le coordinate non si modificano mai in corso d’opera. Dunque, soprattutto per i nostalgici di un certo tipo di sound, brani come Back Into Eloise, Soda Pop e Go Away rappresentano un ottimo salto nel passato che li riporterà con la mente a quei tempi d’oro che oggi sembrano irripetibili o, quanto meno, irraggiungibili.

Per chi, invece, non ha il punk nelle proprie corde questo Inside Out & Backwards va inserito tra i lavori da non considerare.

Insomma, gli americani risultano derivativi e nostalgici! In questo modo secco possiamo definire i The Incurables. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole, ma in un periodo di revival come quello attuale ci stanno bene anche loro con questo punk old school, che, però, non è grezzo, ma solamente levigato e prodotto in modo assolutamente moderno.

Ascolta l’album

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Francesco Brunale
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