Stona: recensione di Buona Speranza

Il giovane cantautore Michele Stona pubblica il suo secondo Ep pieno di aspettative positive con quattro canzoni che invitano a riprendersi la vita, a sognare, a rialzarsi con ottimismo.
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Stona

Buona Speranza

(PSR Factory)

canzone d’autore

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BUONA-SPERANZA-recensioneMichele Stona è un cantautore piemontese al secondo Ep. Già salito all’attenzione per la partecipazione da finalista al Premio Fabrizio De Andrè e al premio Pierangelo Bertoli, presente al concerto 1° Maggio di Roma e due volte vincitore al Premio Autori Esordienti come artista emergente, pubblica ora quattro nuovi brani che prendono posto in questo mini album chiamato Buona Speranza.

Scritti durante la pandemia, queste quattro canzoni invitano a riprendersi la vita, a sognare, a rialzarsi con ottimismo, come cantato nella title track Buona Speranza in cui si riscontra una frugale vivacità elettrica.

Attraverso un songwriting affine alla tradizione cantautorale nostrana, oserei dire tra De Gregori e Fossati, le sonorità leggere e invitanti di Michele sono in equilibrio tra i racconti positivi e di incoraggiamento che vogliono esortare ad avere fiducia nel futuro. Stona dice che è Vietato Abbandonare i Sogni anche quando ci accusano di avere la testa tra le nuvole, rimproverandoci che bisognerebbe guardare la realtà, perché senza sogni non avremmo più motivo di continuare queste esistenze così dure.

 

Giovanni in Mezzo al Mare omaggia proprio il Principe e ha una storia particolare che ci racconta nella sua cartella stampa: all’interno dell’album “Amore nel pomeriggio” (2001), Francesco De Gregori canta “SPAD VII S2489”, un brano scritto da Guido Guglielminetti; la genesi di questa canzone è illustrata nella sua biografia “Essere… basso!” e racconta di come, alla ricerca di un idea forte su di un personaggio importante di cui scrivere, Guglielminetti avesse in realtà pensato in primis a Giovanni Soldini – “il navigatore solitario”, lasciando poi invece spazio alle imprese militari dell’eroe della prima guerra mondiale, l’aviatore Francesco Baracca. Stona decide di riprendere in mano l’idea iniziale di Guido, cantando una propria versione della storia di questa grande eccellenza dello sport nautico italiano.

Chiudi gli Occhi è il brano più acustico e soffuso che fa l’occhiolino ai rimorsi e ai treni persi, continuando però ad aggrapparsi a quei sogni che vogliamo realizzare. Proprio il già citato Guido Guglielminetti ha suonato e prodotto questo piccolo lavoro. Stona è un artista da tenere d’occhio e di cui sentire parlare in futuro, vedremo con una prova sulla lunga distanza come saprà comportarsi.

Sito web: massimostona.com

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Luca Paisiello
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