Springfest! La musica d’autore per la ricerca sul Parkinson

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Venerdì 22 marzo si sono alternati sul palco del Wishlist di Roma diversi artisti per uno spettacolo musicale devoluto in beneficenza alla Light of Day Foundation e alla Limpe (Accademia per la Ricerca sul Morbo di Parkinson). La Fondazione nata ad Asbury Park, nel New Jersey, prende il nome da una canzone di Bruce Springsteen e ha visto nel corso degli anni molti artisti mondiali impegnati in questa raccolta fondi, dal Boss stesso a Willie Nile, Joe D’Urso, James Maddock, Jakob Dylan, The Alarm, Smitheerens… e qui in Italia in passato hanno dato una mano anche cantautori come Ron, Bobo Rondelli, Vinicio Capossela.

Non è la prima volta che il Wishlist, quotato club romano, si presta ad omaggi o a raccolte fondi. E questo gli fa assoluto onore, come la regola di non ospitare cover e tribute band. Umberto Maria Giardini, Diaframma e gli A Toys Orchestra sono stati recentemente gli artisti che hanno presentato i loro lavori discografici proprio su questo palco, così come tanti musicisti emergenti.

Antonello Cacciotto, Antonio Zirilli, Valerio Billeri e Damiano Minucci sono tra i songwriters che con solo una chitarra o poco altro e poesie siciliane musicate hanno raccontato le loro storie, con i fantasmi di Woody Guthrie ad aleggiare sul palco insieme all’immaginario di Bob Dylan e Bruce Springsteen. Canzoni e storie che hanno ricordato i compagni di strada prematuramente scomparsi.

I Mardi Gras, che hanno registrato la cover di One Guitar di Willie Nile al scopo di devolvere tutti gli introiti alla Fondazione, hanno impressionato con un grande show ottimamente bilanciato tra brani soul/blues come Shoes, rock di grande impatto come Painlover e brani molto intimi, ma allo stesso tempo potenti, come Sister I Know e Home Again, uno dei punti più emozionanti del concerto. Il finale con Snakes and Bones ha coinvolto il pubblico in un vortice sonoro di tocchi psichedelici che dimostrano l’estrema poliedricità della band romana, accolta all’uscita con una grande ovazione dei presenti.

Al duo del Vecchio Conio il compito di riportare la musica sul palco, la loro romanità evidenziata anche nei brani che scorrevano via piacevoli e pieni di ironia e poesia. Il finale è stato bello energico con gli Stolen Car che hanno chiuso la bellissima serata con i loro brani originali, molti eseguiti per la prima volta come Mediterraneo e Vado Via, ma anche con cover rock di grande impatto che hanno fatto ballare tutto il WIshlist : People have the Power, Because the Night e Rockin all over the World.

Un evento che ha saputo coinvolgere musicisti ed artisti, con parole, canzoni, emozioni e tanti applausi soprattutto quando l’attivista danese Elisbeth Ildal, ospite speciale della serata affetta anche lei dal Parkinson, ha mostrato il simbolo blu #united esortandoci a restare uniti e a non abbandonarsi mai alla malattia.

 

Si ringrazia il Direttore Artistico Fabrizio Fontanelli per la stesura del live report, e Giorgia Re e Sara Terreni per le fotografie.
Per contattare e sostenere la Fondazione: Light of Day Italia

 

 

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