William Duvall
One Alone
(DVL Recordings)
rock
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Una semplice chitarra acustica e la sua voce inconfondibile. Così si presenta, nudo e crudo, il cantante degli Alice in Chains (Mark II), William DuVall, alle orecchie dei suoi fans, con un disco totalmente intimo ed acustico.
Undici tracce suonate bene e soprattutto cantate con trasporto ed emozione, a partire dall’ottimo singolo ‘Til until the light guides me home che fa da traino a tutto il lavoro.
Va immediatamente detto, però, che DuVall non propone brani originali, ma riletture unplugged delle canzoni che scrisse e suonò tanti anni fa con la sua prima seminale band, ovvero i Comes With the Fall, autrice di grandi dischi che bisognerebbe riscoprire per capire l’essenza di un musicista che ha il durissimo compito di dover sostituire da anni una leggenda come il compianto Layne Staley.
Ed allora ecco che White Hot fa venire i brividi per un’interpretazione semplicemente suggestiva, così come So Cruel.
Da questi brani ne viene fuori un quadro nero, ma intenso, ricco di suggestioni ed emozioni, grazie ad una rivalutazione di canzoni che sarebbero rimaste legate solamente nella memoria e nel cuore dei suoi fan della prima ora.
Un disco, dunque, molto crudo, dove la mancanza di altri strumenti che non siano la chitarra acustica non fa risentire ed appesantire questo bell’esordio.
Tra l’altro DuVall sarà, il neanche tanto prossimo venerdì santo, a Milano per una rilettura di queste canzoni. Un giorno storicamente triste e mesto che si può ben abbinare con il tono sussurrato e non solare di queste piccole gemme che faranno contenti i fan degli Alice in Chains, ma anche gli amanti di crooners come Tom Waits e Mark Lanegan.
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