Tool: Fear Inoculum

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Tool

Fear Inoculum

(RCA)

psych rock, ambient, tribal, metal

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tool recensione fear inoculumE se l’attesa del nuovo album dei Tool fosse essa stessa il nuovo album dei Tool?

Aspettare e sperare, come insegna Il Conte di Montecristo. Bè, stavolta la lunga attesa (hype nella terminologia moderna) è davvero finita. E speriamo anche l’insostenibile afa di questa estate.

Finalmente, il 30 agosto, a soli 13 anni di distanza dal precedente 10.000 days, i fan dei Tool potranno ascoltare il nuovo sforzo artistico di Maynard e soci, Fear Inoculum, anticipato dall’uscita del primo singolo omonimo lo scorso 7 agosto.

Un’attesa che sembrava infinita, paragonabile soltanto a Chinese Democracy dei Guns N’ Roses… ma pur sempre inferiore a quella di un disco decente dei Korn.

È comprensibile l’idolatria per una determinata band, così come lo sconforto per l’ennesimo ritardo nella pubblicazione del nuovo album, ma arrivare addirittura a minacciare di morte il povero Maynard mi sembra un tantino eccessivo.

È anche vero che una lunga attesa porta con sé grosse aspettative che spesso dividono l’opinione pubblica tra delusione ed esaltazione, soprattutto quando si tratta di una band di culto come i Tool.

Fear Inoculum, paura dell’inoculazione: ma cosa significa esattamente Inoculum?

Inoculum è un termine di origine latina che in campo medico rappresenta l’introduzione di particolari sostanze nell’organismo, per mezzo di iniezioni o piccole incisioni sulla cute, specie a scopo terapeutico.

Ma in senso figurato, la paura dell’inoculazione può significare la volontà di insinuare un sentimento negativo in qualcuno, nel suo animo, come, ad esempio, l’intolleranza verso il prossimo.

Con molta probabilità, proprio questa seconda lettura descrive l’ispirazione tematica e l’intento comunicativo dei Tool in questa nuova release.

Non voglio respirare la luce degli altri, paura della luce, paura del respiro, paura degli altri per l’eternità.

Com’è possibile ritrovare l’immunità dal contagio e dal veleno della società moderna?

Fear Inoculum è composto da 7 brani di musica algebrica da laboratorio, di geometria tridimensionale che riprende vecchi esperimenti kraut-rock, iniettando batteri afro-tribal all’interno di un microrganismo psych-rock.

Ciò che ne scaturisce è un sound rilassante, liturgico, granitico, magnetico, meno abrasivo rispetto al passato e che, al tempo stesso, si immerge nel cromatismo e nella magnificenza della natura in tutta la sua forza.

Pneuma è espirazione ed inspirazione di matrice gregoriana ed il suo intro porta con sé una delicata assonanza con il main riff di Bleed the Freak degli Alice in Chains.

Elementi delle antiche dottrine greche come l’aria, il soffio vitale e l’anima al di sopra della psiche si fondono nella dimensione trascendentale, suggestiva e mistica di Discending e Culling Voices.

Chocolate Chip Trip è, invece, l’unico brano estraneo al concept strumentale del disco e fuori dai canoni Tool: un assolo di batteria di Danny Carey della durata di 4:48 che si sviluppa tra atmosfere cosmiche, percussioni afro, futuriste e primordiali, in un loop che ricorda i passaggi spazio-temporali della serie tv Dark.

7empest, lunga quasi 16 minuti, chiude questa nuova esperienza di arti visuali e reminiscenza tantrica con i riff duri e pesanti di Adam Jones ed un sound più vicino alla comfort zone dei Tool che conosciamo.

Nella frenesia dei nostri giorni, dove tutto scorre in maniera sempre più veloce e superficiale, l’unica cosa davvero Invicible è il Tempo.

Secondo alcuni, Fear Inoculum è la solita zuppa, un disco pesante, un mix dei due dischi precedenti, oppure c’è chi ormai preferisce gli A Perfect Circle o i Puscifer.

Insomma, nulla di nuovo: i tempi composti del prog, le distorsioni e le ritmiche mid-tempo del groove metal, la timbrica sinusoidale di Maynard, la psichedelia cosmica e tribale degli anni ’70 ed i tormenti interiori dell’essere umano, contemporaneamente, vittima e carnefice del suo tempo.

Del resto, il genere dei Tool è questo. Perché aspettarsi qualcosa di completamente diverso?

L’unica cosa da fare è quella di fermarci in una delle nostre curve esistenziali ed ascoltare attentamente Fear Inoculum.

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