The Kooks: Listen

Scordate il britpop sbarazzino di Naive. Listen, nuovo album dei The Kooks vi allieterà con un pop molto raffinato a tinte black. Da ascoltare ripetutamente

The Kooks

Listen

(Virgin/EMI)

pop, funk

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recensione The Kooks- ListenDimenticate l’indie rock sbarazzino dei primi due album, ma anche la virata ad un sound più maturo datata 2011 con Junk Of The Heart. Listen, nuovo album targato The Kooks, apre le porte ad un pop/soul di piacevole ascolto che però poco ha a che fare con il repertorio della band di Brighton.

La traccia che apre le danze in questo nuovo lavoro è Around Town (scelto come secondo estratto), un brano che azzardando si potrebbe definire in bilico fra il sound britpop più scanzonato della band e quello di una band dei ghetti di New York.

Forgive & Forget invece ci trasporta ai primi anni ’90 con melodie accattivanti che ricordano parecchio (e forse anche troppo), gli M People, band di Manchester attiva dai primi anni ’90.

Il pop sintetico alla Metronomy di Westside e la piano-ballad See Me Now conducono a It Was London, pezzo molto influenzato dalle sonorità rock degli Stones di metà anni ’90.

Il timbro di voce di Luke Pritchard ben si adatta all’r’n’b a tinte gospel di Bad Habit che apre il varco al primo singolo estratto da questo Listen. Down è l’esempio perfetto della nuova strada scelta dai The Kooks: morbide sonorità black, ritornello killer e un groove molto accattivante l’hanno resa una hit estiva di facile presa ma di gran classe.

Dalla raffinatissima Dreams, costruita su una base quasi bossanova, si passa ad Are We Electric  e all’unica caduta di stile di questo album: seppur gradevole, il suono latineggiante alla Enrique Iglesias di Sunrise, appare fuori contesto e poco adatto alla band.

Chiude Sweet Emotion, pezzo funk alla Wonder/Prince che risalta ancora una volta la voce di Pritchard e la conferma molto adatta anche a queste sonorità.

Che sia un nuovo inizio? Vedremo. La cosa sicura è che questo Listen è un album davvero ben fatto.

 

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Fabio Busi
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