The Hu
The Gereg
Eleven Seven Music
mongolian folk tribale, Hunnu rock
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Benvenuti nella ger, la caratteristica e scenografica casa dei mongoli.
Veniamo accolti in un luogo magico, nomade, fuori dal tempo, crocevia di culture e sonorità, nel quale si respirano ancora le gesta del grande Genghiz Khān.
Avete mai sentito parlare di genere Hunnu rock? Così amano definirlo i The Hu, band proveniente dalle steppe della Mongolia che ha da poco rilasciato il suo debut album dal titolo The Gereg.
Il suggestivo, melodico e potente Mongolian folk rock tribale dei The Hu è strettamente legato alle proprie origini, ma al tempo stesso riesce a fondere il folklore nazionalista, la fierezza di essere mongoli, la poesia esotica e spirituale dei pastori-guerrieri di Ulan Bator, con l’influenza alternative rock/metal statunitense.
I The Hu utilizzano alcuni strumenti della tradizione mongola, come il morin khuur ed il topshur, con i quali accompagnano un’esecuzione vocale unica, ossia il cantato di gola, il cosiddetto throat singing: un cantato profondo e naturale per chi soffre di laringite e faringite.
Se pensate che i testi in lingua mongola (i primi singoli sono stati rilasciati con i sottotitoli in inglese) siano incomprensibili, evidentemente non avete mai ascoltato le canzoni popolari dei pastori sardi e quelle di Young Signorino.
La pubblicazione di The Gereg è stata anticipata dall’uscita dei video di Wolf Totem e Yuve Yuve Yu.
Brani come Yuve Yuve Yu trasmettono un’atmosfera coinvolgente ed ipnotica, un ritmo divertente ed un ritornello che ti rimane subito in testa: un vero e proprio inno da stadio. Ovviamente, non quello dell’Allianz Stadium.
Dunque, l’impero mongolo torna a ruggire, attraverso il marchio hunnu rock e grazie all’eco delle cavalcate del suo leggendario condottiero mongolo, raccontate già all’inizio degli anni ’80 dagli Iron Maiden.
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