Spasmodicamente: Inri

Spasmodicamente irrequieti, irrascibili, agitati, viscerali, concitati. Spasmodicamente, avverbio che nasconde tre individui di meno di 25 anni che già da anni calcano i palchi italiani con il loro carisma e la loro musica

Spasmodicamente

Inri (ep)

(Cd, Alkemist Fanatix)

alternative rock, indie rock

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Spasmodicamente- InriC’è una sorta di dicotomia esplicita tra la copertina dell’ep degli Spasmodicamente, intitolato Inri, dominata dalla delicatezza dei colori pastello che sembra frutto di un disegno fatto a mano, e l’energia ruvida della loro musica che si percepisce lampante già nel primo brano INRI.

Suoni forti, decisi, chitarre totalmente convinte una batteria che picchia più duro che può, e una voce che è spesso urlata su giri di basso talvolta quasi sonoricamente metal. Questo il suono degli Spasmodicamente, gruppo umbro che calca scene e palchi più o meno underground dal 2007, con due ep all’attivo e collaborazioni live di band come i Calibro 35 o i Ministri. E non serve leggere la loro biografia per rendersi conto della forte influenza che band come i Ministri o Il Teatro degli Orrori hanno avuto sul sound del trio perugino, ma soprattutto sul modo di intendere e interpretare le canzoni con una disposizione accorata e quasi teatrale.

Il disco, cinque tracce in tutto, poco meno di venti minuti, è tremendamente concitato, non lascia il tempo di metabolizzare o comprendere a fondo il progetto musicale nel suo insieme. È uno schiaffo che lascia “intontito”l’ascoltatore, che nel momento in cui realizza cosa sta ascoltando si accorge che il disco è già finito.  È uno schiaffo che può incuriosire, forse, ad esempio con secondo brano Il Sapore Che Sento, tutto giocato su un alternarsi di dolcezza e rumore, di urla e sussurri, ma che può anche non soddisfare perché sa di qualcosa di forse già visto e sentito, come la chiusura Tutto Quello Che Mi Pare. È un movimento spasmodico in cinque brani, quindi magari, visto il nome del gruppo, del tutto ricercato e voluto.

Un ep INRI, dal titolo bizzarro che andrebbe approfondito, come il nome dello stesso gruppo, da non ascoltare come sottofondo ma magari per svegliarsi la mattina e ricordarsi che se non ci si sbriga si rischia di far tardi.


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Sara Lilli
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