Sick Tamburo
A.I.U.T.O.
(Cd, La Tempesta)
alternative rock, elettronica
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Dietro al bizzarro nome Sick Tamburo si celano in realtà due componenti dei Prozac+ (sì, proprio quelli di “acid-oacida”): la bassista Elisabetta Imelio (ora alla voce) ed il chitarrista Gian Maria Accusani. Completano la band Doc Eye alla batteria e String Face al basso.
Il disco si apre con In Fondo al Mare, una canzone rock incalzante che ci fa capire che la ricetta del gruppo di Pordenone è sostanzialmente la stessa dell’album d’esordio omonimo: il canto freddo di Elisabetta su chitarre distorte, condite da incursioni elettroniche.
Nonostante ciò, i Sick Tamburo adottano varie soluzioni per rendere il loro lavoro più variegato: dal vibrafono in La Mia Stanza al drumming marziale in Magra, dall’atmosfera morbosa de La Canzone del Rumore a quella orientale de La Danza. Un altro trucco usato per rendere più appetibile il disco è quello di alternare alla voce i due titolari del progetto, e la scelta sembra azzeccata. Il primo singolo estratto è proprio cantato da Gian Maria (E So Che Sai Che un Giorno), ed è una tenue melodia sognante per chitarra e voce, sostenuta nel ritornello da clapping, rullo marziale di batteria e da alcuni interventi elettronici. Chiude l’album la traccia Aiuto Tamburo, dove l’atmosfera paranoica e la voce in loop richiamano l’ultimo pezzo del disco d’esordio.
Ci troviamo di fronte ad un songwriting più maturo: i testi delle canzoni si focalizzano sugli errori che l’uomo commette e su questi stessi sbagli ripetuti più volte. Ne consegue il disperato grido di A.I.U.T.O. per evitare altre sofferenze. Il sound dell’album è più melodico e curato rispetto al primo, grazie anche ad un uso meno brutale delle distorsioni. D’altra parte se nel 2009 il canto rappato di Elisabetta era ipnotico, ora è diventato semplicemente monotono: forse non è un caso che i migliori brani dell’album sono cantati da Gian Maria.
In conclusione i Sick Tamburo mostrano un buon potenziale, mai pienamente espresso nei loro primi due dischi: forse hanno solo bisogno di un A.I.U.T.O. per non commettere gli stessi errori.
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