Senza Frontiere: Non c’è futuro senza memoria

Nel nuovo mondo senza (apparenti) frontiere e dalla memoria (esageratamente) a breve termine, c’è un album punk-rock con le radici ben piantate nel proprio passato, ma consapevole del bisogno di guardare lontano. Al futuro

Senza Frontiere

Non c’è futuro senza memoria

(Cd, Rock Out Fascism)

punk-rock

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Senza Frontiere- Non c'è futuro senza memoriaI Senza Frontiere nascono nel 2008 scegliendo per la loro avventura nel mondo della musica un nome alquanto attuale e didascalico, che denota la volontà di non porre limiti o vincoli alla propria vena espressiva. Tutto questo si tramuterà anni dopo in un album dal titolo Non c’è futuro senza memoria.

Le undici tracce che compongono questo cd d’esordio possono essere idealmente divise in due filoni: le prime otto trattano tematiche sociali, dalla necessità di ricordare chi si è sacrificato per i propri ideali e per il nostro avvenire (Non c’è futuro senza memoria) all’esigenza feroce di continuare a lottare affinché i fantasmi del passato non si ripresentino (Oggi come ieri), per toccare l’apice con il ricordo dei fatti del G8 di Genova (Bolzaneto). Le ultime tre, invece, riflettono l’indole di questa band, che ha fatto del proprio nome la raison d’être: la voglia intrinseca di fare musica e di portarla in giro ‘senza frontiere’.

Entrambe i temi trattati sono supportati dalla stessa melodia, un punk-rock di matrice vintage, spesso influenzato da incursioni ska. Il cantato è, come nella migliore tradizione del genere, volutamente messo in secondo piano: le voci dei due cantanti sono un semplice strumento per comunicare e gridare in faccia al mondo i sentimenti e le opinioni di una generazione consapevole del fatto che è proprio il passato a fare di noi ciò che siamo.


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Simona Fusetta
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