Santa Sangre
Ali d’amianto
(Quarock Records)
trash, hardcore metal
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Ali d’Amianto è il debut album dei Santa Sangre, trio maremmano del metallo che da Grosseto dopo anni di cantine e qualche palco in cui esibirsi (aprendo a Biohazard e Nido di Vespe) presenta questo primo lavoro dalle tinte trash-hardcore, rudi, crude, urlate, rumorosissime. Le nove fulminanti tracce sono tutte in italiano, si salta e si picchiano le pareti con suoni aggressivi e potenti, si gridano invettive contro tutto e tutti, si poga con veemenza lungo i 41 minuti senza un momento di stanca.
I brani sono come un cane Al Guinzaglio a cui si fa fatica a stare dietro, che fin dalla titletrack tira a più non posso attraverso un suono grezzo. I ritmi sono sempre lineari, con brevi riff melodici e una rabbia scossa dalle pelli della batteria ai passaggi scompigliati del basso contorto. Nella breve Manifesto ci sono sprazzi punk mescolato al crossover, oscuri riff decadenti introducono la stoner Passi di Piombo che trova il miglior momento nel finale.
La furia del suono martellante del trio continua attraverso Visione Esoterica e La Gente che Conviene con testi disillusi e frustrati sulla realtà quotidiana dipinta con cinismo, che in alcune strofe brillano di autenticità. Si rallenta nell’introduzione di Samsara, il pezzo in cui si concentra maggiormente l’atmosfera, e che procede poi adirata lungo i sette minuti del brano. Serpente di Cenere chiude il disco con un brano hardcore di viaggi, incubi. Assistiamo a momenti di intenso groove e qualche intermezzo ritmico che tenta di sorprendere.
Mancano riff che sappiano rimanere in testa e liriche più coinvolgenti, sufficiente l’ironia in certi passaggi, l’impressione è che Ali d’Amianto sia un discreto esercizio di stile da cui partire per poter articolare in futuro una pubblicazione che lasci quel fottutissimo segno. Onore al merito per cantare in italiano, non faranno mai da spalla a Baglioni e Morandi, ma ad ognuno il suo.
www.santasangre.it
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