Run River North: Monsters Calling Home, vol. 1

Un tuffo nel passato per i Run River North, ma solo per il nome del loro nuovo EP. Per il resto, si preannuncia una nuova era per la band californiana.
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Run River North

Monsters Calling Home, vol. 1

(Nettwerk/Bertus)

pop, electro-pop, pop-rock

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recensione Run River North- Monsters calling home, vol. 1Dopo due album ben accolti da critica e pubblico, il passaggio da sestetto a trio e l’abbandono delle radici folk per dare vita a un suono più rock, i Run River North tornano con un EP che inaugura una nuova era.

Il titolo, pescato dal passato, era infatti il nome originale della band, ma le tracce di Monsters calling home, vol. 1 sono alquanto contemporanee.

Pop allo stato puro, ritornelli catchy e qualche spruzzata qua e là di rock ed elettronica sapientemente dosati per dare movimento e ritmo.

Sono solo cinque i pezzi che compongono Monsters calling home, vol. 1, sufficienti comunque a darci un’idea della nuova deriva presa da Alex Hwang (chitarre e voci soliste), Daniel Chae (chitarra e voce) e Sally Kang (tastiera e voce). Un pop leggero ma non per questo superficiale, che spazia da cose più easy listening come Hands up (destinato a essere una hit radiofonica), a derive elettroniche e rock (come 40 gr. e Casino, a mio parere i brani più interessanti). Non può mancare il lento della situazione, Rearview, dove però molta attenzione è rivolta al testo, incentrato sul tema della perdita. In quel momento in cui ci troviamo a un bivio, incerti su trattenere o lasciare andare.

Con questo EP i Run River North gettano le basi per un nuovo inizio. Un pop fresco e contemporaneo, un perfetto connubio di voci, un tappeto musicale essenziale e semplice, senza sovrastrutture. In attesa di un probabile vol. 2 o di un full length.

 

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Simona Fusetta
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