Red Hot Chili Peppers: I’m With You

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Red Hot Chili Peppers

I’m With You

(Cd, Warner Bros)

rock, crossover

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Sono passati i tempi in cui i Red Hot Chili Peppers esordirono con la loro miscela di rock e funk, così come sono lontani i tempi in cui colorati d’argento deliziavano i fans di tutto il mondo cantando Give It Away.

Negli ultimi lavori, a partire da Californication fino a giungere a questo I’m With You, l’avvicinamento ad un rock molto pop è stato più che percettibile, ma ad ogni nuova loro uscita la frenesia e la curiosità sono inevitabili.

La grande attesa per i fan si fa pure maggiore grazie alla strategia di lancio del cd scelta dalla band. Il 30 agosto, i Red Hot Chili Peppers presentano live a Colonia I’m With You; l’evento sarà ripreso in alta definizione e trasmesso in oltre 900 sale cinematografiche in tutto il mondo, condito da preshow e alcune tra le più celebri hits della band capitanata dal poliedrico Anthony Kiedis.

Gli ingredienti, anche in questo lavoro prodotto da Rick Rubin e che vede alla chitarra Josh Klinghoffer a sostituire John Frusciante, sono sempre gli stessi degli ultimi album, ma già da un primo ascolto sembra di percepire una maggior sincerità.

L’album, seppur di fattura commerciale, sembra distaccarsi da quell’ossessiva ricerca della melodia perfettamente commerciale che pareva attanagliare i Red Hot nell’ultimo prolisso Stadium Arcadium.

La prima traccia dell’album è Monarchy Of Roses, un classico brano dei peperoncini con chitarre distorte e leggermente noise e ritornello orecchiabile quanto basta per farlo diventare una delle tante hits sfornate nella loro carriera.

Anche Factory Of Faith non dice nulla di nuovo, col basso di Flea a fare da padrone e Kiedis in poprock mood.

Brendan’s Death Song è uno dei brani migliori dell’album, una ballata che evidenzia un ritorno all’ispirazione di Kiedis e soci e li riporta ai fasti di un tempo.

Si prosegue con Ethiopia, un altro probabile singolo e con una non memorabile Annie Wants A Baby.

Chi si aspetta qualche brano graffiante dovrà rinunciare, perchè ormai lo standard dei Red Hot Chili Peppers non è più quello di stupire ma di fare dell’onesto rock commercialotto, comunque di buona fattura e molto orecchiabile. E così anche con Look Around e con il primo singolo estratto The Adventures Of Rain Dance Maggie proseguono il cammino interrotto 5 anni fa in Stadium Arcadium. Interessante il video di quest’ultimo brano dove fanno un po’ il verso agli U2 ed ai Beatles, suonando però sui tetti di uno stabile a Venice Beach invece che su quelli della BBC a Londra.

Molto godevole e con sonorità quasi indie alla Strokes è la successiva Did I Let You Know, altra canzone di punta di I’m With You.

Più cattivella Goodbye Hooray, con chitarre sinuose e un tiro maggiore, ma purtroppo risulta essere un brano non indimenticabile.

Con Happiness Love Company si torna a salire un gradino nella qualità, ma è con Police Station che arriva un’altra punta di diamante. Probabilmente la strada che devono seguire oggigiorno i Red Hot è quella delle ballate; in questo riescono ancora ad emozionare.

Si chiude con Even You Brutus? un brano molto originale che si distacca parecchio dagli altri di questo lavoro, Meet Me At The Corner, un’altra ballata interessante e Dance, Dance, Dance, brano abbastanza ininfluente.

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12 thoughts on “Red Hot Chili Peppers: I’m With You

  1. Ahimé, concordo con Fausto. A mio modesto parere questo album “spiega” il motivo per cui Frusciante ha lasciato la band – é musica banale. Giá Stadium Arcadium non era propriamente un capolavoro di originalitá, ma se non altro l’estrositá ed il talento di John F. lo tenevano a galla. Questa mi pare soprattutto essere una creatura di Anthony & Flea – ed é una creatura dalle fattezze scontate nel bene e nel male, perché anche se il primo resta un animale (= é un complimento!) da palcoscenico cosí come il secondo é un ottimo musicista, il vuoto astrale lasciato da John F. si avverte tutto – e pesa in ogni pezzo. Manca la capacitá di stupire, di incuriosire, mancano gli affondi… Prevedo che venderá bene in tutto il mondo, ma personalmente su di me non lascia traccia alcuna. Peccato!

  2. come al solito un album meraviglioso, e come al solito al di sopra di tutti gli ultimi album delle grandi band, non un capolavoro come stadium arcadium, che ovviamente non è facile da superare, ma comunque un gran album, contando anche che non c’è frusciante, bellissimo e originalissimo, i red hot riescono in ogni album a reinventarsi completamente e a tirare ancora fuori delle grandi canzoni dopo trent’anni, ottimo, voto dal 7 all’8.

  3. Pedde, “come al solito un album meraviglioso” vorrebbe dire che (giusto per citarne uno) blood sugar sex magic sarebbe paragonabile agli ultimi scarichi di diarrea degli utlimi dischi? Ho visto i Red Hot a Milano nel 1995, 16 anni fa e ti posso garantire che oggi hanno venduto il culo come tutte le altre band che arrivano al succeso planetario. Altro esempio,U2 a Roma nel 1987 ero li, dal 1991 non fanno un disco decente. Sono inca..ato nero perchè i RHCP li ascolto dal primo disco quindi scuasami ma posso ribadire che quest’ultimo è una porcheria di disco. La tua opinione forse nasce da un rapporto diverso con questo gruppo. Con rispetto e cultura musicale. Fausto.

  4. questo album lo intendo meraviglioso in quanto b.s.s.magik lo considero tra i primi 10 album di tutti i tempi, quindi ci sta, in una scala da 1 a 10 b.s.s.m. è a 17 quindi questo può essere un 7/8
    poi se guardi grandi gruppi come i r.e.m., va via il batterista e diventano una schifezza che anche renato zero a confronto sembra un cantante, i red hot invece si reinventano sempre e ogni volta costruiscono qualcosa di bello: dove lo trovi un gruppo che fa 28 canzoni più altre 10 di b-sides e su queste più di 30 sono ottime canzoni, guarda gli u2 hanno fatto l’ultimo album con 12 canzoni delle quali 4 ascoltabili, per me rimangono i numeri 1 e si riconfermano !
    ma questa e solo la mia idea, ciao alle

  5. per fortuna esistono i red hot, l’ultimo gruppo rock rimasto sulla terra, il disco è bellissimo e sincero, era difficile rimanere ai livelli di stadium arcadium…stupiscono ancora.

  6. un capolavoro di rock pop indie……one a minute fu demolito dalla critica ma a mio avviso rimane un disco eccezzionale…..sia con john sia senza john, sono strepitosi,non cercano certo la commercialità…non ne avrebbero bisogno…..ciao. ALEX

  7. PS:FAUSTO…..troppo duro….anche sugli u2….ma dico….un gruppo puo cambiare, io prendo ad esempio il mio gruppo preferito di sempre…i RADIOHEAD, dopo ok computer…tutti aspettavano qualcosa di magico….e loro hanno fatto ancora di piu di una magia..ma non tutti i gruppi sono come i radiohead, capaci di cambiare e rinnovarsi su tutto l’ambito musicale…..ok, nn sono piu i rhcp di 20 anni fa…..allora perche gli stones continuano a piacere? eppure non hanno mai cambiato nulla….rega siamo sinceri, questo è un gruppo che spacca! altro che disco da buttare, ne riparleremo tra qualche anno……

  8. Alex, cerca una risposta nel gesto dei R.E.M. Intelligenza e onestà. Quando parli dei Radiohead parli di un gruppo che sa mettersi in discussione ad ogni nuovo album. Ma chiediti come? Incassando un quinto di quello che potrebbero. Quello che non fanno i RHCP e gli U2. Ci vuole coraggio,quello che hanno in pochi. I soldi muovono tutto il resto. Gli Stones sono l’ultima icona rock degli anni 60 e al di la di questo non mi hanno mai convinto. Credo che per la musica visto i tempi che corrono sia indispensabile fare un passo indietro. Come? Facendo dei dischi che spaccano e sai come si fanno? semplice,non pensare a quanto devono vendere. Chiudi i RHCP dentro una sala prove una settimana senza pensare a come “confezionare” il disco e vedi che viene fuori un capolavoro. Ci vuole “niente” ed è proprio quello il problema loro hanno “tutto”.

  9. ciao fausto,dunque… sono stradaccordo con te sul discorso radiohead…un gruppo che si è messo in discussione dopo aver creato un puro capolavoro come ok computer…i loro fans sarebbero rimasti delusi di sicuro perche si sarebbero aspettati qualcosa ancora piu grande, ma ok computer è la perfezione del rock indie, un disco che tom e soci hanno capito bene che è imbattibile.i radiohead questo lo sapevano bene…cambiando genere e mettersi in discussione hanno tirato fuori altri 2 capolavori!!quindi in un certo senso hanno esaudito il desiderio dei loro fan, io per primo.. ( parlo di kid-a e amnesiac )poi continuando a far musica fino all’ultimo splendido album….è vero, ne gli u2 ne i red hanno fatto questo…sono rimasti correnti alla loro linea, bene o male ma non si puo dire ch il livello sia scarso…rimane sempre molto buono direi….fausto io con la musica ci sono nato ho visto una miriade di concerti e ora che sono piu maturo ho levato le etichette…quello che veramente fa skifo è la musica pre_inscatolata calcolata per quando dovrà uscire per spingerla pruomovendola per le radio…la musica fredda intendo, senza anima,cinica.la musica falsa denurita di tutto fatta solo per soldi…in italia abbiamo un genio che io paragono a de andrè del 2000…..forse il paragone ti farà sorridere ma fankie hi nrg ha un modo di dire cose attraverso la musica che è pura magia,…uhm ho deviato un po il discorso…vabe, cmq era solo x dire che sia u2 che red hot pur mantenendo lo stesso stile fanno ancora attima musica….i rem? io comprai document appena usci nel lontano 87 mi pare, un disco da brivido per la sua bellezza, out of time mi deluse da matti hai tempi….ma anche loro non fanno cattiva musica:)…ultima cosa, a me gli stones fino tatoo you mi piacevano molto….e tutt’ora li ascolto ma sempre riferito al periodo primi anni 80…OK ciao fausto…quando vuoi parlare di musica io risponderò come hai fatto tu con me….;)

  10. QUESTO COMMENTO E’ STATO TAGLIATO DALL’ADMIN DEL SITO. I COMMENTI SONO A DISPOSIZIONE DI TUTTI PER SCRIVERE LE PROPRIRE OPINIONI, NON PER OFFENDERE. (l’Admin).

    […..] Me lo ricordo ancora quella merda di Rick Rubin nel 90: occhialoni da sole scurissimi fissi in faccia, barbone chilometrico ed aria da alternativo, si pensava che fosse uno ok ed invece ecco lo schifo che ha imposto ai red hot e loro […..] hanno pure obbedito e allora vai con le merde cosmiche stadium arcadium, by the way e quest’ ultima stronzata di album! […..] Grande Frusciante stavolta posso capire il tuo abbandono è più che giustificato, questa volta non ci soffro affatto a differenza della prima volta. Vergognati dal profondo quando ti fai uscire cose del tipo ” come al solito un album meraviglioso, e come al solito al di sopra di tutti gli ultimi album delle grandi band, non un capolavoro come stadium arcadium, che ovviamente non è facile da superare, ma comunque un gran album, contando anche che non c’è frusciante, bellissimo e originalissimo ” […..] […..]

  11. rick rubin….forse ha fatto piu danni che no hai gruppi con cui ha collaborato ….tipo i cult del dopo love…e qualche disco degli stones, ma con i red hot non penso abbia influito piu di tanto sull’ultimo album…influi ( secondo me molto positivamente ) con one a minute, un gran album molto sottovalutato…ecco,in quel caso la produzione è stata ottima…ma non dimentichiamoci chi c’er al posto di frusciante…un dave navarro in piena forma….ps:ripeto che sia con frusciante che senza non mi hanno mai deluso i red hot…forse con by the way, il disco piu commerciale della band…in quanto frusciante solista io lo trovo fantastico, ciao alex

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