Qualunque: Il Primo Lunedì Dell’Anno

Qualunque

Il Primo Lunedì Dell’Anno

(Costello’s Records / Believe Digital)

rock, emo

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qualunqueIl Primo Lunedì Dell’Anno è un EP composto da quattro tracce, nate da Qualunque, un cantautore lombardo. Entriamo comunque nel vivo dell’EP, vi snocciolo qualcosina cosi da darvi una idea seppur minima di quello che potrete ascoltare se lo acquisterete.

Partiamo dal presupposto che probabilmente l’ascolto lo consiglierei a chi non è momentaneamente in modalità down, il perché è subito detto, il sound è abbastanza lento, cadenzale, un po’ da abbiocco per certi versi. I testi sono di una tristezza infinita, non che siano brutti, ci sono piccole perle interessanti che di sicuro hanno il potenziale per divenire riconoscibili da chi ne sarà affascinato.

L’EP come vi ho anticipato è strutturato in quattro brani, in cui il sound è basilare, non vi aspettate riff di chitarre o batteria a tutto spiano, qui c’è il puro cantautorato italiano fatto di voce, voce e accordi che devono necessariamente sposarsi e supportare i testi.

La prima traccia, Caffè con il Cynar, apre l’EP con un sound malinconico, la tristezza regna abbastanza sovrana in tutto il brano, ma una di quelle frasi che sicuramente vi rimbomberà in testa e ricorderete resta quando mi immergo sotto alla tua maglietta e non ti ascolto più, a voi dare il senso che più vi aggrada se l’autore stia o meno parlando della realtà o di altro, ma alla fine resta un pizzico di poesia che personalmente mi ha fatto pensare alla coperta di Linus, quel salvagente che ci salva dalla realtà quando ci sta stretta, cosi quella maglietta sotto cui Qualunquemente va a perdersi per non ascoltare più nulla di quello che lo circonda.

In Stasera la Luna, personalmente mi ha colpito il verso che fa: stasera nemmeno una canna ci guarirà, rimane di fondo il tema un po’ emo della difficoltà di affrontare la realtà, di come delle volte a ventanni anche le piccole cose possano apparire abnormi e insormontabili e come, anche con il supporto della droga nulla muterebbe perché dentro si è totalmente pregni di negatività, amarezza, tristezza o malinconia.

Malinconia probabilmente è la parola che meglio si associa e si sposa a questo EP, non che vi farà versare lacrime a fiotti, ma non vi aspettate nemmeno ritmi danzabili. Sono pugni nello stomaco, magoni che restano annidati li dentro come una gastrite cronica.

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