Piccoli Omicidi: Ad Un Centimetro Dal Suolo

Ad Un Centimetro Del Sottosuolo è un gran bell'esordio per i Piccoli Omicidi. Il trio consegna alla discografia italiana 11 brani intensi e coinvolgenti sotto la guida preziosa di Paolo Benvegnù

Piccoli Omicidi

Ad Un Centimetro Dal Suolo

(Cd, Still Fizzy Record)

rock, pop

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Piccoli Omicidi- Ad Un Centimetro Dal SuoloIl produttore è importante! Può esserlo per la musica in generale, per il rock lo è sicuramente: sarebbero diversi senza le mani in pasta del Rick Rubin o Brian Eno di turno. Sembra un incipit surreale e fuori luogo, ma non lo è. Ad Un Centimetro Dal Suolo, disco d’esordio dei Piccoli Omicidivede l’illustre produzione di Mr. Paolo Benvegnù, il Signore dell’indie. E si sente.

La band  dei Piccoli Omicidi, nome forse influenzato dal cinema, o da Benvegnù stesso, ha iniziato la sua carriera nel 2005 su idea del chitarrista, pianista nonché frontman Piergiorgio Bonezzi, con Roberto Pasini al basso e Giulio Martinelli alla batteria. In questi anni ha avuto la possibilità di aprire live importanti come Verdena, Modena City Ramblers e lo stesso Benvegnù, e di lavorare in maniera accurata al disco.

Ad Un Centimetro Dal Suolo suona come un disco ragionato e curato nei dettagli, come non troppo spesso accade per i dischi italiani d’esordio degli ultimi periodi. È un disco che presenta 11 brani intelligenti, convincenti a volte intensi, ben suonati e ben arrangiati. È un disco che suona bene. Tondo e compiuto. Quella rotondità che è tipica della produzione discografica e dei live di Paolo Benvegnù. È un disco migliorabile sicuramente con una maggiore l’esperienza del gruppo, ma godibile e piacevole dall’inizio alla fine.

Si sente traccia del tocco di Benvegnù già dal primo brano, Fino Alla Fine Del Mondo, ballata d’amore intensa con un testo interessante e carico di giochi linguistici. Il segno riconoscibile di un produttore non è assolutamente da leggere come un segno di debolezza della band, ma anzi come un arricchimento per 11 canzoni belle e ben scritte. Una forte predisposizione per brani dolci ed intimi, dominati dalla chitarra acustica, come la prima traccia o Le Notti Bianche, dedicata alle atmosfere e alle passionalità tipiche degli orari notturni, ma anche Vivo Da Poco, impreziosita dal suono del violino dominante e straziante anche nell’epilogo Va Giù (Vajont), con accenni evocativi al tragico evento. Anche spazio per espressioni più decise ed energiche in brani come il primo singolo Il Paese Degli Idioti, o la ironica Il Mondo Rosa.

Le tematiche affrontate dall’album sono variegate: amore dolce, sensuale, sofferto, amore patrio e partigiano, nella Canzone Del Partigiano, appunto.

Non si può non notare qualche piccola somiglianza con brani o sonorità Afterhours che suona però più come ispirazione che come plagio.

Ad Un Centimetro Dal Suolo è un disco che convince ed emoziona, lasciando la curiosità per la carriera musicale futura della band con o senza Mr. Benvegnù alle spalle.


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Sara Lilli
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