Phantom Buffalo: Cement Postcard With Owl Colours

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Phantom Buffalo 

Cement Postcard With Owl Colours

(Cd, Microcultures)

indie pop

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Phantom Buffalo- Cement Postcard With Owl ColoursSarà che siamo abituati a band che fanno della sperimentazione il loro scopo primario, trovandoci davanti a pericolose evoluzioni che naufragano in noia e una spasmodica ricerca del nuovo. C’è chi riesce, nel suo piccolo, a far breccia nel cuore dell’ascoltatore, ma in un panorama musicale 2.0 la quantità è troppa e la qualità tende a risentirne. I Phantom Buffalo sembrano scampare abilmente a quel fenomeno indie pop fatto di fronzoli e ornamenti pomposi, facendo musica semplice ma genuina.

Dapprima conosciuti come The Ponys con l’uscita del debutto Shishimumu, il gruppo diventa Phantom Buffalo quando nel 2005 la Rough Trade pubblica versione inglese del disco. Cambiato nome a causa di omonimia, questa band di Portland ha iniziato a farsi conoscere nell’ambiente underground con Take to the Trees nel 2008, dopo il quale passano alcuni anni di silenzio. Il gruppo torna a tre anni di distanza con il terzo album Cement Postcard With Owl Colours, regalandoci una sana dose di genuino psychedelic pop.

All’insegna della semplicità, il disco si apre con il dreamy ed electro pop Listen to the Leaves, in un gioco di synth e chitarre the poi caratterizzerà una buona parte dei brani (Greenstar Botanical Airway, Radio Signal). Non manca poi la mini suite Frogman, sempre dreamy ma con un tocco di lofi che arricchisce il tutto. Non male anche gli accenni folk di Bad Disease e Ray Bradbury’s Bones, le quali si discostano da quel suono più dark di Weather The Weather e I Bring The Sunshine And Nightmares. Trinket Shop aggiunge solarità all’album accompagnato dalla più insipida Atleesta, che non riesce ad aggiungere il mordente sperato. Non male la fine di Goliath Tales, che ricorda l’old school indie degli Arctic Monkeys.

Cement Postcard With Owl Colours è un disco che oscilla tra alti e bassi senza mai raggiungere un picco in particolare, ma mantenendo una integrità che lo guida fino alla fine in una godibile esperienza di pop vagamente psichedelico e molto sognante.

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