Mad Museum: It Seems Legit

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Mad Museum

It Seems Legit

(Bagana / Pirames International)

hard rock

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MAD-MUSEUM-IT-SEEMS-LEGIT-recensioneAi ragazzi di Bagana sono molto affezionato dato che hanno supportato molte band a cominciare dagli ultimi lavori di Ritmo Tribale e Rats. Ma non è per riconoscenza che mi accingo a recensire questo lavoro proposto dall’etichetta milanese, It Seems Legit dei meneghini Mad Museum, quanto per accogliere a braccia aperte un disco che mi è risultato sin da subito piacevole e che porta un po’ di luce in queste giornate fredde e con l’acqua alla gola.

Il disco di debutto di questa band è composto da 11 brani hard rock legati a venature blues, spinte dal chitarrista Sebastiano Sala, autore di amabili riff e melodie orecchiabili, scavando tra sonorità americane e scandinave.

È un compendio di suoni graffianti accompagnati dalla voce di Brisen, pseudonimo della carismatica cantante Caterina Camesasca, che ha una voce peculiare da contralto, duttile ed espressiva. I brani scritti da lei raccontano follie e storie spensierate, ritmate dal basso di Francesco Lacopo e la batteria di Daniele Motta.

It Seem Legit è un album rock dal taglio moderno in cui si susseguono brani molto stimolanti ed energici, forse dall’andamento un po’ scontato ma nel complesso flessibili e a volte sorprendenti, come quando in Give Me One si gioca con un basso jazz a metà canzone. Ci sono brani con meno mordente e più dramarock, come Cruel Desire o Mesmerise, che si legano alle altre tracce senza scomporre l’alternanza della scaletta, che si mostra accattivante finendo per far arrivare l’ascoltatore a fine disco quasi senza accorgersene.

Ci si imbatte con esito positivo in brani non troppo pesanti, con un songwriting che asseconda il sound sanguigno, ma senza martellare, di questa generazione di rocker 2.0. Con Happiness accantoniamo il “rumore” e scopriamo una ballad malinconica con un ritornello lievemente pressato dal distorsore. Band già al lavoro sul secondo disco, segno di un affiatamento tra i membri e obiettivi già inquadrati, la sfida più difficile sarà quella di non essere prevedibili.

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