Lisa Kant: Trinus

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Lisa Kant

Trinus

(Elastica Records)

bass music, elettronica

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Lisa Kant- Trinus - recensioneTrinus è il disco d’esordio di Lisa Kant, artista toscana con un background di tutto rispetto: autrice, attrice, vocal coach, cantante, corista… Insomma, una che al primo lavoro da solista ci è arrivata con le idee ben chiare e con una solida preparazione.

La preparazione in campo musicale non è però l’unica cosa che si percepisce fin dal titolo dell’album. Trinus nasce infatti dalla sua passione per la musica antica, così come da quella per i riti magici e alchemici. Ed ecco che nelle sue sonorità, Lisa cerca di coniugare il sapore dell’antico con la modernità, in un modo che però non molti hanno tentato (od osato) fare prima di lei.

Nella sua ricerca, il lato oscuro della religione prende forma in un cantato in bilico tra sacro e profano, che trae spunto dai vangeli apocrifi, dal canto gregoriano e dalla Bibbia, passando attraverso il secolo buio del Medioevo e le storie dell’inquisizione.

Come una strega (o un alchimista), nel suo calderone mescola con naturalezza italiano, inglese, latino; gioca con la voce e con gli effetti, accostando strumenti della tradizione (come il piano e il basso) alla digitalità dei synth e della batteria elettronica, in un mix di ritmiche tribali e arcaiche che vengono dalla parte più profonda di noi e della nostra storia.

Trinus è un album raffinato e ancestrale, nel quale Lisa Kant ha saputo declinare, oltre a una profonda ricerca personale, un amore per una tradizione e un momento storico dominato dai toni cupi della repressione, illuminando il tutto con una luce moderna e spiccatamente femminile.

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