Kramers: Warum warum ist die Banane krumm?

Non fatevi trarre in inganno dal nome di questa band e ancor meno dal titolo del loro debut album. Sono un prodotto Made in Italy, ma con il giusto labelling farebbero la loro (egregia) figura anche sui mercati internazionali

Kramers

Warum warum ist die Banane krumm?

(Cd, The Prisoner Records)

elettronica, trip-hop

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Kramers- Warum warum ist die Banane krumm?Ormai entrati di prepotenza nella seconda decade del nuovo millennio, discografici e produttori continuano a interrogarsi sul perché sia così complicato esportare la musica italiana nel mondo. Fatta eccezione per alcun prodotti più commerciali, non riusciamo a imporre i nostri talenti sulla scena internazionale. Noi, che non ci facciamo abbindolare da quello che ci propinano le radio, di spiegazioni ne avremmo da vendere. Una su tutte: perché non siamo capaci di vedere al di là del nostro naso. La scena che ci ostiniamo a chiamare underground è piena di band potenzialmente esportabili, ed è questa la riflessione che mi ritrovo a fare ogni volta che mi capita tra le mani un cd come quello dei Kramers.

Un nome che ricorda tutto meno che l’Italia per questo quintetto ligure di recente formazione, ma di lunga esperienza. Un titolo che ricorda più la nouvelle vague berlinese che la città della lanterna. Un sound che è più facile sentire nei club del nord Europa che alle nostre radio. I Kramers e la loro opera prima Warum warum ist die Banane krumm? rappresentano un baluardo della nostra internazionalità e della libertà dai vincoli di genere.

Queste dieci tracce sono un mix di influenze nordiche, dove l’elettronica crea un naturale sodalizio con vocalità jazzate, per perdersi nel trip-hop fine anni ’90. Ci sono i Goldfrapp, i Portishead  e gli Abba in The day I walked down the street, i Cardigans e i No Doubt in Girl who came from nowhere, oltre al rock e a vaghe allusioni dark in Hamburger vs Kebab…c’è tutto e in fondo non c’è niente, perché questi cinque ragazzi riescono a dare a ogni brano una connotazione molto personale, senza sembrare semplicemente il clone di qualcun’altro.

I suoni sono curati, risentono di diverse influenze più o meno recenti, ma sono accostati con gusto, così come le voci femminili, che si incastrano alla perfezione all’occorrenza anche con quella maschile. C’è densità, sostanza, ma anche leggerezza e ritmo in questa successione di note che non sai mai dove andranno a parare.

Forse, con il passare del tempo e il raffinarsi della propria ritmica, i Kramers perderanno quel genuino meltin’ pot musicale che caratterizza Warum warum ist die Banane krumm? Per ora, però, godiamoci questo interessantissimo debut album, perché è ad esempi come questo che vorrei che corresse il pensiero ogniqualvolta si sente parlare di musica italiana.


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Simona Fusetta
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